domenica, 31 agosto 2008
L'effetto Versiliana è un anfiteratro naturale sotto pini secolari che racchiudono in un abbraccio profumato di resine ogni energia sottostante trasformandola in nettare per l'anima e la mente.
Alle 18.00 la gente sembra poca, ma dopo pochi minuti tutte le poltroncine si riempiono ed è il Grande Pubblico.
Incredibile! Sono venuti per ascoltare delle persone che parlano di Internet!
Una luce rosata illumina di taglio il palco e mi chiedo dove diavolo abbiano nascosto il supporto di quel riflettore che illumina sapientemente i profili dei relatori, creando un controluce morbido. Ma quale riflettore? E' il sole, signore e signori! Che prima di tramontare fa il suo show nella pineta, accompagnando con una danza l'evento degli umani.
Di questo convegno mi porto dentro una sensazione straordinaria che, accompagnata dai profumi dei pini, mi ha fatto star sveglia per due notti.
Per noi che siamo allenati ad esporre le cose della rete, ognuno con le sue competenze, ai numerosi convegni specialistici o ai BarCamp dove ce la cantiamo e suoniamo tra noi, vedere e sentire tanta (ma tanta) gente assorta ed interessata a ciò che diciamo e che fa parte di un pubblico eterogeneo, normale, dagli over 16 agli under 80, è la dimostrazione di quanto sia sbagliata l'autoreferenzialità 2.0 e come sia necessario uscire dalla rete a parlare della rete.
Ogni applauso cadeva con precisione su una frase, su un'affermazione di questo o quel relatore, testimoniando una partecipazione realmente interattiva. Quel pubblico così ricettivo ci ha trasmesso qualcosa d'importante: la sua fame di conoscenza dell'evoluzione culturale. E ci ha fatto comprendere di non poterne più di certa televisione becera, e come esso sia pronto ad assimilare e condividere esperienze più alte, senza il bisogno della velina o del personaggino miracolato e senza talento che faccia da esca.
Perciò con questo post desidero ringraziare di cuore Cristina Donati per la sua impeccabile organizzazione e Maria Rita Parsi per averci invitati a dibattere scegliendo come pretesto un argomento forte, per niente scontato.
L'esperienza è da rifare! :)
postato da MarinaBellini | Permalink | commenti | commenti (pop-up)
tags: eventi

sabato, 30 agosto 2008

seratalebambole_001Agosto è stato il mese dedicato alla bellezza da parte de "Il Branco", gruppo letterario itinerante in Second Life. In realtà l'argomento nasceva per provocare gli Avatar presenti tra il pubblico, facendo notare che nel metaverso non esistono taglie oversize e che il lavoro che va per la maggiore tra le comunità italiane è quello di top model. Sintomo questo di superficialità o specchio di un disagio sociale?
Tralasciando l'aspetto psicologico di cui si è tanto parlato in queste serate, vorrei raccontare degli Avatar "donna" che, in un anno di frequenza del metaverso, mi hanno confessato col tempo di appartenere ad uomini; non parlo di escort, verebbe facile pensarlo in quanto la visione generica di Second Life è quella legata al sesso e alla perversione. Niente di più inesatto. Questi uomini hanno creato personaggi femminili che tutt'oggi rivestono ruoli importanti e interessanti nell'ambito della moda, degli eventi e delle manifestazioni virtuali.
La donna è la vittima preferita dei disturbi alimentari; anoressia e bulimia rispecchiano il disagio del secolo, l'inseguimento di una perfezione fisica che sembra essere diventata l'unico modo per sentirsi felici e appagati. La televisione ci rimanda di continuo immagini di figure femminili filiformi, e i giornali rosa ci martellano consigliandoci diete per dimagrire una buona volta e conquistare così il mondo.
Second Life, di rimando, è un mondo di perfezione. Raramente si incontrano Avatar formosi. Eppure, la donna assume un ruolo fondamentale. Si è scoperto che le sue doti comunicative sono indispensabili per realizzare un progetto: gli uomini che hanno voglia di creare diventano così donne amate e venerate da tutti. Ma rischiano di restare intrappolati in questo ruolo, a volte soffrendo in silenzio. E' l'esempio di Helen (nome da me inventato), un amico virtuale che convive con due personaggi e due personalità differenti, entrambi di rilievo, e che si è rivelato a pochissimi intimi. Non finirò mai di ringraziarlo per la meravigliosa lettera che mi ha mandato in occasione della nostra prima edizione de Le Bambole di Second Life, letta da Roberto Benfenati:

"Cara Naadirah,

E se Helen morisse?

E con essa un pezzettino dell’anima di chi ci sta dietro?

Mi mandi qualche indirizzo di cimitero di avatar, così magari organizzo un estremo saluto?

La notte cede al giorno, e se vuoi realizzare qualcosa in Second Life, come altrove, la trasparenza è necessaria.

Che mi capita? Non so… ma capita.

A volte viene da chiedermi perché, se Second Life è il mondo dei sogni, io posso fare il vampiro, il goreano, il neko, il furry, ma non posso cambiare sesso?

Perché devo accettare questo ruolo e quindi questo limite che la realtà ci impone? Sono fantasie? E se lo sono, che senso ha classificarle?

Mi trovo a dover scegliere quali passi fare, mia cara amica. Se proseguire il gioco con Helen o con il principale avatar, e non ti nascondo che un po’ mi mette in crisi.

È stata la curiosità a farmi scegliere Helen, o forse la noia che mi prende dopo un po’, visto che non sono patito di calcio, e soprattutto stufo dei soliti discorsi di sesso. Second Life è femmina, per l’uomo c’è poco o niente, a partire dalla banalità degli oggetti, ma soprattutto è forte la curiosità di guardare il mondo maschile con occhi da donna.

Io so che dentro di me c’è un gusto femminile che nella vita reale non ha senso nell’esprimersi; assumere sembianze da donna mi ha permesso di capire cosa più mi piace, per farne bagaglio nei contatti reali.

Io amo voi donne, vi stimo, trovo noiosi gli uomini, e poi vedo questo palcoscenico il posto ideale per il mio spettacolo; in veste di attore e spettatore, mi ritrovo a vivere una sfida ben più interessante dell’essere più alto o più dotato di qualche antagonista del mio sesso.

Sono femmina. Instauro relazioni, mi innamoro spiritualmente, gioco, vivo ciò che nella vita reale può fare anche il mio avatar maschio, mentre Helen ha solo il metaverso.

E poi, più conosco voi donne, più so del male che vi facciamo, e questo non è il massimo per scegliere me anziché Helen.

La scelta più giusta, è quella che suggerisce il cuore. Finché Helen potrà servire a qualche persona che stima e riterrà di non fare male a nessuno, vivrà.

Certo, l’oblio resta una tentazione, gli avatar andranno via, questo meraviglioso mondo comincerà a scolorire. Quando tutto mi parrà grigio e nulla saprà più emozionarmi, sparirò in silenzio, senza clamore.

Ma finché una persona, un luogo, un evento sapranno emozionarmi, Helen sarà tra voi.. e magari pure tra il pubblico, questa sera, ad ascoltare una serata letteraria….

 

Tua Helen"

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tags: avatar, second life

Oggi La Stampa apre con la copertina ritoccata di Vogue con il volto di Sarah Palin incollato sul corpo di una modella.
In via Marenco, 32 avranno di che vergognarsi.

La prima pagina de La Stampa

La copertina falsa viene da qui.
La Palin ha avuto sì una breve carriera da miss (Miss Wasilla nel 1983 e seconda a Miss Alaska nel 1984), ma i giornalisti de La Stampa dovrebbero imparare a non fidarsi troppo del primo risultato che incontrano su Google Images.

Post pubblicato su TLUC Blog.

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tags: media, informazione, giornali

venerdì, 29 agosto 2008
Stasera alle ore 18.00 interverrò al convegno Criminal Web
Incontri a Il Caffè de La Versiliana


Recenti fatti di cronaca sottolineano come “la Rete” catturi i ragazzi e ne distorca la percezione del mondo sensibile, fino a generare in loro un parallelismo, pericoloso e promiscuo, fra “realtà reale” e “realtà virtualizzata”. Il fenomeno continua a mietere giovani vittime, spesso alienate in un cybermondo che impedisce loro una concreta e naturale crescita e maturazione personale, oltre ad esporle ai pericoli dei “criminal web”: pedofili, vampiri delle coscienze, seduttori o, semplicemente, imbonitori e truffatori. Nel corso dell’incontro, perciò, si tracceranno i punti prioritari di una strategia che metta in sinergia genitori, educatori, operatori della comunicazione, scienziati, psicologi, medici, sociologi, pedagogisti, associazioni, istituzioni e gli stessi responsabili del web, al fine di stilare un codice di comportamento condiviso, pensabile finanche a livello legislativo (come nella proposta della Fondazione Movimento Bambino, denominata “Carta di Alba” e ideata per la Fondazione Ferrero) con il comune intento di tutelare i moderni “Cappuccetto Rosso” dai “Lupi del web”. In questa cornice è, fondamentale, naturalmente, la “formazione dei formatori”, obiettivo di punta in un Paese che voglia fare della Cultura e della Protezione dell’Infanzia e dell’Adolescenza un primato spirituale, umano, sociale, culturale, legislativo. (M.R. Parsi)

Conducono: Maria Rita Parsi e Romano Battaglia
Oltre la sottoscritta interverranno:
Con un omaggio a Jorge Luis Borges: Massimiliano Finazzer Flory, Autore teatrale e saggista.
Tonino Cantelmi, Psichiatra e psicoterapeuta, è direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Interpersonale di Roma. È stato il primo in Italia ad occuparsi del problema delle tecno-dipendenze ed in particolar modo del rapporto fra tecnologia digitalica e mente umana. È presidente fondatore dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici.
Marina Polla De Luca, Sceneggiatrice e Produttrice
Marco Strano, Presidente dell'ICAA [International Crime Analysis Association]
Psicologo e Criminologo è considerato uno dei maggiori esperti del mondo di Psicologia investigativa. Professore di Psicologia Investigativa e Criminal Profiling all'Università degli Studi di Palermo. Insegna presso l'Istituto di Psichiatria e Psicologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, presso l'Università degli Studi di Urbino, e presso l'Università LUMSA di Roma è anche Autore di trasmissioni televisive
Laurent Cremona, Direttore Marketing Kinder Ferrero

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tags: eventi, internet

giovedì, 28 agosto 2008
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