Agosto è stato il mese dedicato alla bellezza da parte de "Il Branco", gruppo letterario itinerante in Second Life. In realtà l'argomento nasceva per provocare gli Avatar presenti tra il pubblico, facendo notare che nel metaverso non esistono taglie oversize e che il lavoro che va per la maggiore tra le comunità italiane è quello di top model. Sintomo questo di superficialità o specchio di un disagio sociale?
Tralasciando l'aspetto psicologico di cui si è tanto parlato in queste serate, vorrei raccontare degli Avatar "donna" che, in un anno di frequenza del metaverso, mi hanno confessato col tempo di appartenere ad uomini; non parlo di escort, verebbe facile pensarlo in quanto la visione generica di Second Life è quella legata al sesso e alla perversione. Niente di più inesatto. Questi uomini hanno creato personaggi femminili che tutt'oggi rivestono ruoli importanti e interessanti nell'ambito della moda, degli eventi e delle manifestazioni virtuali.
La donna è la vittima preferita dei disturbi alimentari; anoressia e bulimia rispecchiano il disagio del secolo, l'inseguimento di una perfezione fisica che sembra essere diventata l'unico modo per sentirsi felici e appagati. La televisione ci rimanda di continuo immagini di figure femminili filiformi, e i giornali rosa ci martellano consigliandoci diete per dimagrire una buona volta e conquistare così il mondo.
Second Life, di rimando, è un mondo di perfezione. Raramente si incontrano Avatar formosi. Eppure, la donna assume un ruolo fondamentale. Si è scoperto che le sue doti comunicative sono indispensabili per realizzare un progetto: gli uomini che hanno voglia di creare diventano così donne amate e venerate da tutti. Ma rischiano di restare intrappolati in questo ruolo, a volte soffrendo in silenzio. E' l'esempio di Helen (nome da me inventato), un amico virtuale che convive con due personaggi e due personalità differenti, entrambi di rilievo, e che si è rivelato a pochissimi intimi. Non finirò mai di ringraziarlo per la meravigliosa lettera che mi ha mandato in occasione della nostra prima edizione de Le Bambole di Second Life, letta da Roberto Benfenati:
"Cara Naadirah,
E se Helen morisse?
E con essa un pezzettino dell’anima di chi ci sta dietro?
Mi mandi qualche indirizzo di cimitero di avatar, così magari organizzo un estremo saluto?
La notte cede al giorno, e se vuoi realizzare qualcosa in Second Life, come altrove, la trasparenza è necessaria.
Che mi capita? Non so… ma capita.
A volte viene da chiedermi perché, se Second Life è il mondo dei sogni, io posso fare il vampiro, il goreano, il neko, il furry, ma non posso cambiare sesso?
Perché devo accettare questo ruolo e quindi questo limite che la realtà ci impone? Sono fantasie? E se lo sono, che senso ha classificarle?
Mi trovo a dover scegliere quali passi fare, mia cara amica. Se proseguire il gioco con Helen o con il principale avatar, e non ti nascondo che un po’ mi mette in crisi.
È stata la curiosità a farmi scegliere Helen, o forse la noia che mi prende dopo un po’, visto che non sono patito di calcio, e soprattutto stufo dei soliti discorsi di sesso. Second Life è femmina, per l’uomo c’è poco o niente, a partire dalla banalità degli oggetti, ma soprattutto è forte la curiosità di guardare il mondo maschile con occhi da donna.
Io so che dentro di me c’è un gusto femminile che nella vita reale non ha senso nell’esprimersi; assumere sembianze da donna mi ha permesso di capire cosa più mi piace, per farne bagaglio nei contatti reali.
Io amo voi donne, vi stimo, trovo noiosi gli uomini, e poi vedo questo palcoscenico il posto ideale per il mio spettacolo; in veste di attore e spettatore, mi ritrovo a vivere una sfida ben più interessante dell’essere più alto o più dotato di qualche antagonista del mio sesso.
Sono femmina. Instauro relazioni, mi innamoro spiritualmente, gioco, vivo ciò che nella vita reale può fare anche il mio avatar maschio, mentre Helen ha solo il metaverso.
E poi, più conosco voi donne, più so del male che vi facciamo, e questo non è il massimo per scegliere me anziché Helen.
La scelta più giusta, è quella che suggerisce il cuore. Finché Helen potrà servire a qualche persona che stima e riterrà di non fare male a nessuno, vivrà.
Certo, l’oblio resta una tentazione, gli avatar andranno via, questo meraviglioso mondo comincerà a scolorire. Quando tutto mi parrà grigio e nulla saprà più emozionarmi, sparirò in silenzio, senza clamore.
Ma finché una persona, un luogo, un evento sapranno emozionarmi, Helen sarà tra voi.. e magari pure tra il pubblico, questa sera, ad ascoltare una serata letteraria….
Tua Helen"