Venerdì 17 ho avuto modo di prendere contatto diretto con alcune associazioni che stanno operando in Abruzzo dal punto di vista psichiatrico e psicologico, in particolare Psicologi per i Popoli e la PEA, Psicologi Emergenza Abruzzo, che tra l'altro mi ha fornito dell'ottimo materiale informativo ed operativo, ma anche diverse altre organizzazioni umanitarie che possiedono al loro interno anche gruppi di intervento psicologico, specificamente preparato e formato per fronteggiare le situazioni di emergenza.
Si ricorda a tal proposito che non è possibile avvicinarsi e/o entrare, sia individualmente che come associazioni, nelle zone colpite, ed in particolare nei campi di accoglienza ,se non si è formalmente e preventivamente accreditati dalla Protezione Civile, dalla Croce Rossa o da altri enti specificatamente preposti all'intervento di energenza, che coordinano tutte le attività e modalità di intervento sulla base delle esigenze che di volta in volta e di luogo in luogo vengono ritenute prioritarie.
Uno dei problemi nella prima fase di emergenza psicologica dopo un evento catastrofico è la prevenzione, per quanto possibile, della SPTS, Sindrome Post Traumatica da Stress, che statisticamente ha un picco massimo di insorgenza a cavallo del secondo e terzo mese dall'evento e può colpire dal 15 al 30 per cento della popolazione coinvolta, a seconda del tipo di esposizione e collocazione geografica rispetto al luogo centrale di manifestazione o epicentro dell'evento stesso.
Per questo motivo il protocollo di intervento prevederebbe innanzitutto l'attivazione di uno screening preventivo di tutta la popolazione coinvolta, attraverso un minuzioso censimento anamnestico, compilazione di schede, test ecc, per valutare il rischio di insorgenza della SPTS, sia acuta che cronica, relativamente al tipo di personalità, sviluppo psicologico, eventuale storia psichiatrica e grado di esposizione all'evento.
Tuttavia una simile procedura, oltre che complessa e laboriosa, rischierebbe di divenire, per gran parte della popolazione colpita, più ansiogena che realmente utile, per cui in genere si preferisce (a parte casi e collocazioni particolari) operare con un rilevamento molto più morbido dei dati, prendendo comunque contatto con tutte le persone che sono state esposte all'evento ed alle sue conseguenze e/o che sono interessate o coinvolte in e da tutte le successive fasi dell'intervento di emergenza, di normalizzazione e di riparazione o ricostruzione, ivi compresi i soccorritori.
Si preferisce quindi, a parte casi particolari, iniziare con un puntuale censimento della popolazione, in genere fatto in modo colloquiale, visitando le persone tenda per tenda, ovvero in linea di massima muovendosi per unità familiare, raccogliendo gradualmente da ognuno notizie rispetto a come è stato vissuto l'evento, ma anche su diversi particolari precendenti della sua vita personale e lavorativa; questo anche con lo scopo di ottenere dati relativamente a competenze che potrebbero essere proficuamente impiegate nelle fasi di emergenza e ricostuzione, con grande vantaggio sia sociale (risparmio di risorse ed energie da parte dei soccorritori e sviluppo di una più rapida autonomizzazione della popolazione), che psicologico individuale (ché rendersi utile è uno dei modi migliori per affrontare ogni situazione crisi).
Ovviamente durante tutti questi colloqui, che vengono attivati e ripetuti in varie sequenze e/o visite quotidiane, si osserva attentamente ogni persona, tenendo un diario di annotazioni, in modo da cogliere subito, o nel corso del tempo sul nascere, eventuali situazioni psicopatologiche o modificazioni peggiorative dello stato psicologico; in questi casi si attiva quindi tuta la procedura anamnestica e diagnostica, compilando la scheda di triage ed utilizzando specifici test di personalità e psicodiagnostici.
Per il resto si continua ad essere presenti quotidianamente, con più o meno frequenti visite o passeggiate tra le tende, facendo in modo che la popolazione conosca bene gli operatori psicologici e la loro collocazione nel campo (non ha quindi molto senso, soprattutto durante la più o meno lunga fase di emergenza, un ricambio continuo degli operatori, che dovrebbero restare in loco almeno per una o, anche meglio, due settimane ed eventualmente ritornare in loco per analogo periodo dopo un opportuno momento di riposo.
Nel frattempo si attivano in genere altre modalità di intervento specifico, per lo più di tipo gruppale, sia per particolari gruppi all'interno della popolazione colpita, sia anche raggruppando le persone in base alle loro caratteristiche psicologiche e psicopatologiche, raccolte come sopra descritto, ma anche per i vari gruppi dei soccorritori, allo scopo di mantenere alto il livello di efficienza del loro operato e di facilitare l'emergere soprattutto delle caratteristiche collaborative di ognuno, inibendo invece le iniziative personali, che, per quanto a volte lodevoli, spesso possono mettere a rischio se stessi e gli altri, soprattutto se corrispondono a spinte troppo fortemente emotive o più o meno francamente narcisistiche.
Vengono quindi attivati gruppi di ascolto, discussione libera, operativi e/o di autoaiuto per la popolazione colpita, ma anche analoghi gruppi discussione e di debriefing per i soccorritori, cercando in ogni caso di mitigare gli aspetti di sovraccarico emozionale e di leadership negativa o manipolativa, facilitando invece l'emergere di aspetti collaborativi e di accomunamento, utilii sia nel prendere decisioni collettive, sia nel favorire una piena efficenza e sinergia di tutte le risorse operanti.
Eventuali interventi di sostegno psicologico specifico o di tipo francamente psicoterapeutico appartengono o a situazioni particolari che vengono rilevate come suddescritto, o a fasi successive all'intervento sull'emergenza e vengono attivati in casi specifici, coinvolgendo al bisogno i servizi psichiatrici territoriali (che per ora in Abruzzo, in questa prima fase di emergenza, hanno sede in tende opportunamente attrezzate in determinati campi), quindi dopo opportuna valutazione psicodiagnostica, sia psicologica che eventualmente psichiatrica.
Dico questo anche allo scopo di far comprendere ai colleghi che solertemente già da ora e da più parti propongono metodi o canoni o liturgie psicoterapeutiche varie, o manifestano una pur lodevole disponibilità a venire in loco nei weekend per "fare psicoterapia", che questo attuale è ancora solo e soprattutto il momento del "fare e dell'organizzare"; e chiudo, permettetemelo, stigmatizzando quei colleghi e quelle associazioni che anche stavolta sono venuti o verranno da più parti autonomamente nei luoghi sinistrati, con tende o camper opportunamente e vistosamente imbandierati con i simboli del loro prezioso metodo o gruppo o scuola, non solo senza autorizzazione alcuna, ma spesso fermandosi in loco solo il tempo necessario per farsi intervisare da qualche giornalista o riprendere da qualche telegiornale ... (incredibile ma vero, esistono anche gli psicosciacalli).
In virtù degli eventi in Abruzzo e della presenza in loco del nostro amico Marco Longo (Mind Clarity) che si sta prodigando con altri colleghi psichiatri nell'assistenza alla popolazione terremotata, i designer di Second Life stanno collaborando all'organizzazione di "SolidART", una manifestazione internazionale che consiste in un'asta di abiti il cui ricavato verrà consegnato a Marco Longo per le piccole spese necessarie, in particolare l'allestimento di una ludoteca per bambini.
Ogni stilista creerà un abito unico utilizzando come texture i quadri più adatti dei grandi maestri del novecento, che attualmente sono sistemati nel laboratorio del Palacongressi virtuale ad Experience Italy e da oggi saranno a disposizione dei designer. I quadri scelti sono una settantina e gli stilisti che hanno aderito ad oggi sono:
L'evento si svolgerà a cavallo di 4 sim in Experience Italy il 13 e 14 maggio e potrà ospitare un pubblico assai numeroso... che speriamo anche molto generoso :)
La sfilata e l'asta saranno condotte in streaming con traduzione in inglese.
Un ringraziamento a chi ha già aderito e a chi aderirà nei prossimi giorni.
"Negli scorsi giorni ho prima di tutto preso contatti con gli psichiatri e gli psicologi che gestiscono l'emergenza nei campi di accoglimento delle popolazione de L'Aquila, lavorando in condizioni veramente molto difficili, sia per mancanza di operatori in numero sufficiente per coprire adeguatamente tutti i turni e tutto il territorio (ovvero tutti i dintorni de L'Aquila: un territorio molto vasto ed all' 80 % montano), sia per la stessa situazione personale degli operatori, dato che anche molti di loro hanno perso la casa ...
Come sapete, sono caduti sia il CIM, Centro di Igiene Mentale, di Colle Maggio, che gestiva i pazienti ambulatoriali sul territorio o in day hospital, sia l' SPDC, il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, che gestiva i casi acuti con posti letto all'interno dell'Ospedale, quello ora sbriciolato ... per cui si pongono diversi e gravi problemi di gestione dei pazienti già seguiti precedentemente, oltre che problemi di gestione dell'emergenza per tutta la popolazione raccolta nei vari campi.
Anche se una buona metà della popolazione aquilana in realtà è già stata spostata in altre città e paesi, soprattutto sulla costa adriatica, cosa che ovviamente pone un problema di emergenza anche nei campi e negli alberghi di tutte queste zone di ricovero, oltre che un problema di dispersione dell'utenza psichiatrica dei suddetti precedenti servizi territoriali; per cui i pazienti si trovano ad aver perso oltre la casa anche i contatti con i medici, gli psicologi e gli infermieri che li seguivano attentamente da anni (e si tratta di pazienti che in massima parte ben poco sopportano le separazioni).
Ho visitato i campi aquilani, trovandoli, devo dire in tutta sincerità, molto ben organizzati, ché la Protezione Civile ha fatto veramente e rapidamente un ottimo lavoro, così come del resto tutti i soccorritori e i vigli del fuoco in particolare (anche se parlando con loro si sente unanimemente dire che vista l'entità della scossa, a parte il centro storico e le case antiche, davvero non si aspettavano una tale distruzione ... dovuta essenzialmente al modo in cui si è costruito).
Ogni campo ha a disposizione tende e servizi, tra cui un buon servizio medico, spesso anche specialistico, nonchè un discreto servizio psicologico, gestito in modo capillare, con molte tende sparse per i vari campi, dall'associazione Psicologi per i Popoli, i cui volontari sono riconoscibili per la maglia verde con la scritta bianca "Psicologia" che indossano; a loro tutta la gente dei campi può rivolgersi anche autonomamente per un primo aiuto psicologico.
L'associazione opera in piena sinergia con ciò che resta del servizio psichiatrico territoriale, fornendo ascolto e sostegno a ovviamente i casi più gravi richiedono l'intervento psichiatrico e purtroppo per il futuro si prevede che tali casi aumentino sempre più, a causa dell'intervenire delle cosiddetta SPT , Sindrome Post Traumatica, che in genere ha un picco a due/tre mesi dagli eventi catastrofici.
Per questo ci si sta organizzando in massima sinergia per attivare, quanto prima, un'azione non solo di contenimento immediato, quanto di prevenzione attiva della SPT, che può comportare soprattutto attacchi di panico, blocchi della parola o di altre funzioni sensoriali o motorie, blocchi emotivi, blocchi operativi e ovviamente depressione o viceversa agitazione psicomotoria.
Il Servizio di coordinamento centrale e provinciale dell'intevento psichiatrico e psicologico, si trova nel grande campo posto al "Globo", alle porta de L'Aquila venendo da Roma, ed opera sotto la responsabilità del Dr, Vittorio Sconci, ex dirigente del CIM; il questo campo il servizio ha a disposizione diverse tende, in cui si trovano sia alcuni degli operatori (altri si spostano continuamente da e verrso i vari campi della provincia) sia molti degli utenti precedentemente seguiti dal CIM e, dove possibile, anche le loro famiglie.
Visto che io ho una casa sull'Altipiano delle Rocche, per fortuna "apparentemente" quasi intatta, come tutta Rocca di Mezzo (ma sono già in corso le verifiche tecniche per stabilire se le molte crepe comunque presenti nelle case dell'Altipiano siano solo superficiali o come si teme, in molti casi, anche profonde), mi è stato affidato il compito di coprire il territorio montano che va da Ocre, e gli altri paesini pedemontani, fino all'Altipiano (1350 metri slm) e ad Ovindoli, attivando dove possibile anche la suddetta prevenzione.
Cosa che ho cominciato a fare, visitando tutti i campi dei vari paesini e quelli delle loro frazioni, prendendo contatto con chi li gestisce dal punto di vista sia operativo che sanitario e soprattutto cominciando, ovunque possibile, a prendere contatto diretto con la popolazione, facendo colloqui individuali o riunendola in gruppi e fornendo quindi il primo sostegno e le prime informazioni.
Anche su questo territorio montano, a S. Panfilo d'Ocre, ho trovato un gruppo di Psicologi per i Popoli, con il quale mi sono coordinato: per il momento gestiranno loro la parte pedemontana, (anche se sono a disposizione per la parte acuta di carattere più specificamente psichiatrico), mentre in quota, sull'Altipiano delle Rocche, ho creato io stesso un primo nucleo di quattro giovani psicologi, raccolti tra i ragazzi del luogo,ai quali ho fornito la prima formazione di base, che mi affiancano nella gestione locale dell'emerganza, visitando con me ogni giorno tutti i campi in quota e fornendo supporto psicologico, fatto soprattutto di ascolto e sostegno, sia individuale che in gruppo".
Il nostro amico psichiatra Marco Longo (aka Mind Clarity in SL) ci ha raccontato la sua prima spedizione nei luoghi del terremoto dove ha cercato di prestare ascolto alle angosce e alle paure, soprattutto degli anziani e dei ragazzi, per dare un primo aiuto e sollievo alla popolazione dei paesi dell'Altipiano, girando per le varie tendopoli e coadiuvando i due medici e i due farmacisti, veramente sovraccarichi. Poi ha raccolto e organizzato un piccolo gruppo di giovanissimi psicologi (tre, in realtà, di cui solo due già laureati), istruendoli sulle basi del colloquio di base possibile ed auspicabile in queste condizioni di stress ed emergenza. Ha attivato anche dei gruppi di ascolto e di autoaiuto, mettendo i ragazzi in condizione di portare avanti il lavoro anche in sua assenza.
Ma già oggi e domani tornerà in loco, e poi di nuovo venerdì prossimo e nei prossimi weekend. Nel frattempo, c'informa Marco, saranno pronti i nuovi centri psichiatrici in Valle e già nel corso della prossima settimana si dovrebbe essere pienamente a regime con l'aiuto psicologico sull'Altipiano.
E noi come possiamo aiutarti? - gli abbiamo chiesto.
I problemi principali sono di ordine igienico e almeno fino a quando non arriveranno le docce e le lavatrici, servono soprattutto calze, mutande, magliette e tute (tutto nuovo, s'intende), che rendono più agevole gestire il cambio degli anziani e dei non deambulanti, così come dei bambini. La cosa migliore è dunque raccogliere dei soldi in gruppo e trovare delle fabbriche disposte a vendere all'ingosso interi cartoni di questi materiali, di varie taglie. Inoltre, per i bambini servono giocattoli (non pericolosi e non troppo grossi) e pelouches, nonché materiali di cartoleria, quaderni, risme di fogli, cartelline, colori vari, das ecc.
Per la spedizione Marco consiglia di utilizzare solo canali assolutamente certi e verificabili.
Chi non avesse o trovasse canali certi, può anche spedire i cartoni allo stesso Marco Longo, che andrà su ogni settimana con un grosso fuoristrada che può ben caricare per poi distribuire ovunque serva di più.
Per l'indirizzo a cui spedire il materiale potete scrivere a me in mail: mar.bellini@gmail.com
Io l'ho già fatto, ed è facile facile. Vi invito a partecipare a DIARIO APERTO 2009 compilando il questionario che, come spiega Enrico Marchetto, è stato ideato per:
Per riempire il vuoto di informazioni su chi utilizza i social network in Italia, nasce la ricerca partecipata ‘DiarioAperto 2009' che ambisce a intervistare via web almeno 2 mila dei milioni di cittadini italiani iscritti a Facebook e siti simili. Da mesi i siti come Facebook, MySpace, Badoo e Giovani.it dilagano sulle home dei siti di news, sulle prime pagine dei giornali e nei fiumi di notizie televisive. Ma i fatti riportati dai media italiani solitamente hanno avuto a che fare con casi isolati di folklore o con dati riguardanti ricerche condotte negli Stati Uniti.
Un'indagine che vuole, attraverso la partecipazione di tutti, raccontare che cosa sta avvenendo in Italia. Tutti i dettagli sono su Diario Aperto.Ibridamenti appoggia questa utilissima iniziativa ideata da SWG e daremo una mano per quanto riguarda gli aspetti qualitativi dell'inchiesta. E' un momento importante per dire la vostra, per farvi conoscere e per raccontarci l'uso che fate dei social network, dei blog e della rete. Partecipare è semplicissimo: basta avere 10 minuti di tempo e rispondere alle domande qui.