Secondo quanto riportato da Punto Informatico, ciò sarebbe conseguenza di un vero e proprio assalto di contestatori-spammers che hanno manifestato il loro dissenso in maniera a dire il vero decisamente incivile.
Non che le posizioni espresse dal Ministro - tuttavia - non siano piu'che contestabili, specie quando critica il lavoro dei nostri esperti al Forum di Atene del mese scorso, definendo la proposta "Una Costituzione per Internet" come "troppo complicata". O quando rifiuta la direttiva comunitaria europea che sancisce la non responsabilita' del gestore del sito per contenuti direttamente pubblicati dagli utenti, limitandone la responsabilita' alla rimozione di detti contenuti dietro richiesta del giudice. O ancora quando annunciando misure restrittive, dice che le modalita'attuative non sono affar suo ("Saranno i tecnici a trovare la soluzione").
Molto più civile, circostanziata, efficace e competente la contestazione espressa in forma di lettera aperta da Alessandro Marescotti di Peacelink, docente di scuola media superiore e conoscitore approfondito della Rete.
Critiche condivisibili ai propositi di Fioroni sono state espresse anche da Mario Adinolfi, Giuseppe Corasaniti, Umberto Rapetto e Fiorello Cortiana.
RETTIFICA (29 novembre, ore 21:35):
Mi scuso per aver erroneamente interpretato la frase "preso d´assalto" delĺ'articolo di Punto Informatico ritenendola conseguente alla dichiarazione di intenti del ministro: dal blog Pandemia di Luca Conti apprendo che il blog di Fioroni sarebbe vittima di porno-spamming gia' da alcuni mesi, come del resto si può vedere anche dalla copia cache di Google. Quindi nessun comportamento incivile da parte di presunti contestatori, ma la solita incivilta' dei soliti spammers internazionali che si insinuano un po' dovunque (io stesso ne sono stato vittima).
Ma si tratta comunque della dimostrazione del fatto che in un sito aperto a contributi pubblici certe cose possono accadere: e che al piu' il gestore - in accordo con la normativa europea - puo' essere tenuto alla rimozione, ma, a differenza di un direttore di testata giornalistica, non puo' essere ritenuto responsabile di contenuti pubblicati da altri a sua insaputa.
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