giovedì, 04 gennaio 2007
Sembra impossibile ma è vero: su 71 partecipanti iscritti fino ad ora al BarCamp di Roma siamo 4 donne in tutto.
Ora non vorrei dire, ma qualcuno si lamentava perchè c'erano poche donne relatrici al convegno di PiùBLOG (e anche all'InEditaBlog). Il BarCamp ci batte!
(Poi ci lamentiamo della scarsità di presenze femminili in politica e ci appelliamo alle quote rosa!) Eppure la rete italiana  è affollatissima di donne, ma allora? Da cosa dipende questa quasi totale assenza agli eventi in cui ci si confronta dal vivo su temi della rete? Non ditemi timidezza, perchè quando volete ci avete una linguaccia lunga da terrorizzarli 'sti poveri maschi. ;)
Non ditemi nemmeno che dovete stare a casa ad accudire il focolare, perchè allora ha ragione Berlusconi.
E non ditemi neanche che non avete niente da mettervi! Il Linux Club non è l'Hilton, sacredieu! ;)
Resta il fatto che è un'altra occasione perduta, e che per l'ennesima volta delegate i maschi a gestire un confronto su qualcosa di grosso.
Perchè?


Edit:
in data 19/01/07 gli iscritti sono 140 in tutto, di cui 14 le donne.

La discussione continua trasversalmente nel blog di Luca Conti con interessanti contributi: Il gentilsesso e il BarCamp
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tags: eventi, blog


Commenti
#1   04 Gennaio 2007 - 12:50
 
Secondo me, i problemi sono molteplici e complessi.
Ci sono donne che avrebbero molto da dire ma hanno paura, per vari motivi( delle conseguenze, delle reazioni degli altri, di essere additata, di sbagliare...);
Ce ne sono altre che semplicemente vivono nell'ombra perfetta costruita dalla rete stessa, perchè on line puoi essere chi vuoi (perfino te stessa) e dire quello che vuoi ma spenta la baracca ci devi mettere la tua faccia e allora le cose cambiano;
Poi vengono quelle che non riescono a fare tutto quello che vorrebbero. E non intendo per diviedi maschili o altri impedimenti gravi, semplicemente perchè magari hanno una famiglia da gestire, oppure dei figli da accudire, oppure hanno fatto scelte lavorative che le impegnano a certi livelli. Su questo punto c'è poco da fare se non modificare alcune radici culturali della nostra società: quando si parla di famiglia e figli (con annessa casa) la donna è quella che, volenti o nolenti, si accolla la maggioranza dei compiti (anche i piaceri sotto certi punti di vista perchè il sorriso di un figlio è impagabile...) e questo la limita nei movimenti e quindi nelle scelte. La libertà del maschio di andare, tornare e riuscire per molte è solo un miraggio. Come si conciliano certe esigenze domestiche alla volontà di esprimersi attraverso confronti in iniziative/club/ritrovi/convegli/ect... molto spesso la soluzione è rinunciare a questi ultimi in attesa di momento migliori (quando i figli saranno cresciuti....).
La parità non esisterà mai ma sicuramente si possono ancora fare dei passi avanti per permettere a più donne di esprimersi.

Barbara
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#2   04 Gennaio 2007 - 13:36
 
si può partecipare mascherate da giovinette trendissime o strafighe? se sì, provo a truccarmi e vengo
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#3   04 Gennaio 2007 - 14:13
 
c'è un interrogativo ancor più stringente:

1) perchè, con così poche donne iscritte, ci sono tanti uomini iscritti?

questo potrebbe anche spiegare la presenza di poche donne: quante donne, infatti, vorrebbero frequentare uomini che si affollano in un posto proprio perchè non ci sono donne?

(ad lib...)

:-)

a
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#4   04 Gennaio 2007 - 14:35
 
Concordo con Barbara. La parità uomo donna, in termini di tempo/energie disponibili, è un miraggio ancora lontano, e viene tanto esaltata a parole per coprire e compensare il fatto che nei fatti la situazione è ancora simile a quella del paleolitico. Parlo da mamma di due bambine piccole, questo è l'unico motivo che mi impedisce di fare tutto quello che vorrei, di partecipare ad iniziative vive ed interessanti. La situazione che tu illustri nel tuo post, vale per un'infinità di situazioni, guarda quante poche donne ci sono nei posti di rilievo in azienda, guarda quante poche donne si possono permettere di andare a giocare a pallone (o attività simili) la domenica mattina. Si è vero c'è il ministero delle Pari Opportunità, si parla di flessibilità delle aziende nei confronti delle donne, si parla di congedi paternità per l'uomo (che sicuramente se ne usufruisse verrebbe poi additato come appestato o psicolabile o fallito nell'azienda media italiana), ci sono tante parole in rosa che suonano tanto bene.
Ma la realtà è un'altra cosa.
A malincuore devo dare ragione a Berlusconi. Le donne devono (non vogliono) stare ad occuparsi del focolare a tempo pieno (a parte il lavoro fuori casa). Ma questo non per scelta loro, ma come dice Barbara per un problema di radici culturali della nostra società. Più radici, che culturali, a mio avviso.
Ciao Marina!!!
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#5   04 Gennaio 2007 - 14:46
 
io ci verrei, io sarei già là anche a parlare e presentare tematiche tecnologiche e web 2.0...mi divertirei anche soprattutto a guardare le facce dei maschietti bloggers che finalmente conoscono la prezzemolina del web...il fatto è che roma è vicina ma relativamente...è sempre un viaggio da incastrare tra i mille impegni di lavoro per quanto mi riguarda...però stavo vedendo di riuscire ad arrivarci in qualche modo...vediamo
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#6   04 Gennaio 2007 - 15:42
 
Se vi può confortare, appena ho chiesto a mia moglie (ho 2 figli anche e li adoro!) se voleva venire a Roma per Barcamp mi ha risposto qualcosa come "sei matto? a spendere soldi per... e poi la settimana dopo dobbiamo andare in montagna!" (la capisco e ho taciuto).
A mio avviso Roma è lontana per chi come me ha moglie e figli.
BarCamp dovrebbe a mio parere cercare di:
1) organizzare almeno un incontro a livello regionale in ogni regione (o quasi) ogni anno;
2) trovare forme di connessione tecnologica in modo da far partecipare chi vorrebbe ma non può...
Butto lì le prime cose che mi vengono in mente: delle conferenze pre-registrate , oppure videoconferenze con web cam, e poi lascio il campo agli esperti per altre idee.
Ciao
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#7   04 Gennaio 2007 - 16:38
 
Mah, c'è qualcosa che non mi convince.
Conosco un "collezionista" di chattiste (non solo uno a dire il vero:), regolarmente sposato con prole che incontra donne sposate con prole (è di rigore la parità, eh!) e queste lo raggiungono in ogni dove, da qualunque parte della penisola si trovino. Treni, aerei, automobile, non badano a tempo e danaro. Nessun impegno ha la poriorità sugli incontri che vengono programmati con un lasso di tempo non superiore alla decina di giorni e che durano una mezzza giornata, come il BarCamp:)
A considerare il numero si potrebbe fare una statistica con delle percentuali.
A me sembra che gli eventuali ostacoli siano invece le demotivazioni piuttosto che le motivazioni.
E fa pensare l'interrogativo che pone Antonio (Pendodeliri): da qualunque angolazione la guardi, la situazione rappresenta le barriere culturali di cui l'Italia è ancora schiava e vittima.
Perchè, per esempio, gli uomini si specializzano in ginecologia e le donne no in andrologia? Ne parlavo giusto qualche giorno fa con la figlia di un mio amico andrologo, che sta studiando medicina e deve ancora decidere in cosa specializzarsi. Il padre è un noto chirurgo e il suo studio è avviatissimo: perchè non proseguire l'itinerario paterno? Perchè farei fallire lo studio - mi ha risposto la ragazza - nessuno verrebbe da un andrologo donna.
Non ho citato questo esempio a caso: ritengo che per molti uomini la tecnologia sia una specie di protesi andrologica ;)
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#8   04 Gennaio 2007 - 17:03
 
Dev'essere ben intrigante questo collezionista di chattiste!!!
^__-
Comunque anche quello delle donne/uomini sposati con prole che "lasciano le penne in chat" è un fenomeno internettiano che a suo tempo è stato oggetto di varie considerazioni.
Ci sono molti uomini e donne stritolati dalla macchina della quotidianità, che trovano facilmente la necessaria dimensione romantica e magica cullandosi in queste fantasie piacevolissime di principi azzuri generate dal Web. Madame Bovary del nostro tempo. Ma questo fa parte di una dimensione irrazionale, voglio dire prendere e partire per stare un pomeriggio con un amore segreto, è una pazzia che una donna può fare, per sognare qualche ora (ma davvero ci sono così tante donne che fanno queste pazzie?! Mi sembra strano, perchè il senso pratico delle donne di oggi, spinge comunque verso amori segreti più facilmente raggiungibili... ). Al contrario il fatto di partecipare ad un evento come il Bar(Camp), è una scelta che una donna fa più razionalmente, valutando tutti gli altri impegni di famiglia e lavoro, l'organizzazione generale insomma.
Ho divagato un po', scusa mi sono fatta prendere dal discorso.
Personalmente, non è un discorso di demotivazione. A me interessebbe molto essere più presente a certi eventi, ma non ho la possibilità di organizzarmi. Io mi alzo anche la notte scrivere e per leggere i blog che mi interessano, se non riesco a farlo di giorno. Ma dopo un po', il mio cervello sbarella.... Credo che in generale più che la demotivazione, giochi la stanchezza...
Sono d'accordo con MarioEs. Agevolerebbe molto l'organizzazione regionale.
Ciao Marina e scusa l'invadenza (mai lamentarsi per i pochi commenti!!! ^___-)
Ariachiara
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#9   04 Gennaio 2007 - 17:25
 
Ciao Marina,
io parlo per me e ti dico che sarei motivatissimo a venire a Roma, dove tra l'altro ho diversi amici, ma credo che, come ha detto ARIACHIARA, gli incontri dal vivo sarebbe bene che avessero ANCHE una base regionale, per consentire a chi non può (per qualsiasi motivo)
di partecipare e di vedere un BARCAMP.
Mi devo informare se in Friuli Venezia Giulia ce ne sia mai stato uno, ad esempio.
Quanto alle donne e alle limitazioni culturali e sociali che subiscono e, a volte, si autoinfliggono sono pienamente d'accordo.
Io credo nelle donne, ma starei attento a credere che il mondo si divida in donne e uomini perchè a mio parere non è il sesso (di nascita) a fare la persona, ma le sue qualità e le sue motivazioni come hai detto tu.
Le priorità sono importanti e forse il fatto che molte donne le diano ai figli, per quanto possa apparire un "bacchettone", è un fatto da ammirare.
Se poi diventa una "costrizione", beh allora bisogna farsi un esame di coscienza e trovare altre soluzioni.
E' indubbio che una donna deve avere molto più coraggio di un uomo nella vita.
Ma, in genere, la natura compensa: dove sarà il vantaggio (relativo) di essere donna? Ci sarà pure da qualche parte.
No mi dirai che sono tutti oneri e niente onori?
Un abbraccio
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#10   04 Gennaio 2007 - 21:20
 
Sono d'accordo al centomila con Barbara. Ho accarezzato l'idea di presentare una mia relazione sui blog romani specifici sulla città (pochi), o sugli spaces msn (sono o non sono blog? Deeario dice di sì), o sull'uso dei link e la loro funzione all'interno della conversazione. Ma alcune di noi nella VitaVera hanno un'assoluta, viscerale mancanza di tempo per concentrarsi su codesti temi, e dunque ci lavorerò con i miei tempi e li terrò in caldo per altre volte. Non si tratta di andare lì per aumentare il numero delle donne, bensì per proporre agromenti nuovi, e contribuire ad evitare che la blogosfera si guardi circolarmente l'ombelico Sarà per un'altra volta. Poi ci sei te, che sei tutte noi...!!!
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#11   04 Gennaio 2007 - 21:22
 
E sono contenta che ci sei. Seguirò il tutto via podcast o quel che riescano ad organizzare quei smanettoni..
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#12   05 Gennaio 2007 - 14:04
 
...tanto lavoro? :)
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#13   05 Gennaio 2007 - 14:35
 
Io non la metterei sulla questione parità dei sessi, a mio modesto parere c'entra ben poco, in questo caso.
Forse, butto lì un argomento, il BarCamp è presentato come appuntamento prettamente tecnico e questo allontana un po' noi donne. Durante PiùBlog, per esempio, mi colpì moltissimo che al simposio "piattaforme e aggregatori" il parterre relatori fosse 100% maschile (a parte Tisbe) mentre a quello sulla "rete relazionale" totalmente femminile.
Forse il Barcamp appare come una gara a chi ha il feed più lungo e questo, a noi donne, eccita poco.
Se proprio dobbiamo masturbarci, chiamiamo una psicologa. ;)
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#14   05 Gennaio 2007 - 15:57
 
mettiamola così: il barcamp si sposta. l'altro giorno, per dire, era a torino, il 20 sarà a Roma poi chissà dove. quindi distnguiamo due categorie di partecipanti:
1) gli "irriducibili" (vanno dove il va il barcamp)
2) i "regionalisti" (quelli che aspettano che il barcamp arrivi da loro - io sono uno di questi).
Sono dunque sfiorato dal dubbio che chi partecipa lo faccia non perchè "non ha di meglio da fare", ma semplicemente perchè gli torna più comodo rispetto ad altri.
Per quanto riguarda mia moglie e mia figlia, semplicemente, quel giorno vanno a fare shopping e (sempre più incredibile!) nessuno ritiene lo shopping una attività più stupida rispetto all'andare al mitico Barcamp con tutti i vari guru che lo popoleranno. Come vedete è una questione di priorità.

:-)

a
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#15   05 Gennaio 2007 - 16:10
 
Non credo si tratta di demotivazioni, Marina . Personalmente, forse per formazione, metto al primo posto la famiglia. Se i miei stanno tranquilli mi muovo, sennò diventa un viavai di telefonate e non godrei manco dell'evento.
Io non me la sento di dire a mio figlio lontano che viene per le feste ( a cominciare dall' Immacolata) : scusa, io non ci sono. Mi suona come un tradimento.
Ti suonerà matriarcale ma tant'è.:)
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#16   05 Gennaio 2007 - 16:12
 
Per dire: a Maggio ce n'è uno a Matera .
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#17   06 Gennaio 2007 - 13:18
 
O, prendo nota Marina.
E mi prendo il link.
AUGURI a tutti/e
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#18   06 Gennaio 2007 - 20:51
 
Ciao tutti,
io direi che la famiglia, i figli, la disparità qui non c'entrano! Se le donne non ci sono è perchè le blogger "importanti" sono poche, ma soprattutto se le donne non ci sono è perchè non gliene importa nulla di esserci o di farsi vedere. Non vedo alcun divieto di partecipazione.. Al 95% delle donne interessa solo la famiglia, il ragazzo, i figli. E' solo un mio parere ovviamente e anche se sono nel restante 5% anche io seguirò il BarCamp solo 'via rss' o tramite gli amici che conosco e ci andranno. Un bacio :)
utente anonimo

#19   07 Gennaio 2007 - 02:10
 
allora, mi presento, sono Fabio, intervengo solo perchè sono colui che ha lanciato l'idea del barcamp a Roma e che ne sta seguendo l'organizzazione. Premesso che ho due figli pure io e che a Torino ho visto anche qualche bimbo con mamma e papà al seguito vorrei solo dire un paio di cosette senza entrare in diatribe socio politiche.
1) il barcamp è un evento grassroot, ovvero autoorganizzato da basso, in ogni regione ci arriva se qualcuno da lo stimolo per cominciare ad organizzarlo, se vi serve aiuto posso trasferire un pe della esperinza fatta. Quindi non aspettare che arrivi nella propria regione ma farlo. Leggete il wiki diel barcamp per capirene lo spirito.
2) non è detto che il barcamp debba avere un tema geek, ma se ne possono organizzare di diversi, (ce ne uno dedicato alla cucina il cookcamp che non mi ricordo dove stanno organizzando, non fraintedete vi prego signore l'esempio come un esortaizone a restare in cucina, vi prego)
3) se la cura della famiglia o dei figli è un problema l'unica soluzione temporanae è quella di organizzare una colletta per pagare un gruppo di animatori che potrebbero tenere i bambini mentre i genitori sono impegnati nelle sessioni, l'unico problema sarebbe verificare se nei dintorni del linux c'è una struttura adatta, ma posso informarmi. Sarebbe il primo asilo 2.0 della storia. A meno di 1,5 km ci sarebbe ad esempio il Museo Montemartini che accoglie bambini dai 4 anni in su: Vecchio stabilimento dell'A.C.E.A. é stato recentemente trasformato in un museo davvero innovativo che unisce arte antica e tecnologia creando un atmosfera molto particolare. Ai bambini sono dedicati
Laboratori che periodicamente si
occupano di vari argomenti.
Per barcamp e networking io intendo anche questo. 20 minuti di ricerca sulla rete e l'organizzazione se si vuole parte.
4) pe intervenire al barcamp no c'è bisogno di essere professori ne di preparare slide, proiezioni o chissà cosa. si potrebbe proprio partire da uno spunto come questa discusisone per parlare della bloglosfera al femminile o semplicemente parlare dell eproprie sperienze di blogging, perchè si fa, cosa ci si aspetta da un blog etc. Oppure parlare dei bimbi edei video game, un tema spesso spinoso, cercando di coinvolgere qualche smanettone che sicuramente si aggirerà ttra i corridoi del barcamp. Finiti l'intervento e il dibattito ci si può confondere nella folla e partecipare agli altri. E' questo lo spirito del barcamp.
Quindi donne, mamme, cognate, sorelle, venite e date il vostro contributo, portate i bimbi, ci si diverte un mondo
un saluto, Fabio
utente anonimo

#20   07 Gennaio 2007 - 12:34
 
Fabio: grazie di essere intervenuto con i tuoi suggerimenti e incentivi :). Però, se la percentuale enunciata da SuperM si avvicina al reale, c'è poco da fare. Speriamo che col tempo la giostra live si possa allargare e anche le donne riescano a entrare nello spirito della cooperazione globale. E poi non serve essere "importanti": ci vuole interesse e passione.
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#21   08 Gennaio 2007 - 23:23
 
Ho seguito con molto interesse il post e la seguente discussione.

Io ho partecipato al BarCampTurin, non partecipero' a quello di Roma e probabilmente partecipero' a quello di Matera.
Effettivamente al BarCampTurin mi ha lasciato abbastanza esterrefatto la percentuale esigua di donne.
Ed e' un vero peccato perche' manca tutto un mondo di sensazioni e modi di vedere le cose che e' essenziale (alcune discussioni mi sono sembrate un po' avvitate su se' stessa, senza diversita', ...).

Ahime', non sono granche' in grado di discutere sul perche' piu' donne non fossero presenti. Una cosa che mi pare di poter dire e' che gli ambienti tecnologici maschili tendono ad essere molto respingenti per le donne. Mi immagino che per una donna partecipare ad un barcamp in cui il 95% degli altri sono uomini non sia piacevole, come minimo si ha l'impressione di essere super sotto osservazione proprio perche' si e' donna: alzarsi per fare un commento con una 50ina di uomini che ascoltano attenti pensando "tanto e' donna, adesso la dice la cavolata" deve essere molto fastidioso e una piu' che sufficiente ragione per molte donne per non partecipare.

Soluzioni?
Negli stati uniti organizzano da un po' BlogHer ( http://www.blogher.org/ ) nel quale ci sono solo donne che quindi possono parlare liberamente e magari sentirsi piu' libere. Decidono poi loro donne se invitare uomini, quanti e quali invitare.
Questa e' una idea. Avrebbe abbastanza forza propulsiva per innescarsi qui in Italia? Beh, non resta altro che provare! Ma di certo deve essere una donna a far partire il tutto.
Se si vuole rimanere sul formato snello e agile dei BarCamp, si puo' chiamarlo HerCamp o se vogliamo essere un po' piu' filo-italiani LeiCamp o ... non sono bravo coi nomi! ;-)
Una donna che era presente al BarCampTurin era Mafe (di MaestriniPerCaso http://www.maestrinipercaso.it/ ) e lei mi sembrava molto a suo agio nel discutere e argomentare pur con un gruppo di partecipanti prevalentemente maschili. Potresti sentire anche lei in caso l'idea ti interessi ma sono sicuro che di donne che vorrebbero aiutare che ne sono centinaia.

Trovo anche molto buone le idee proposte qui da Fabio:
- KinderGarden per i bambini (nel caso il problema sia il fatto di avere figli, ma non credo che sia quello il problema primario, magari convincerebbe 1 o 2 donne a venire, ma non e' la questione figli quella essenziale, credo).
- effettivamente sarebbe fantastico se qualcuno si offrisse di imbastire una discussione sulla scarsa presenza di donne ai barcamp, o di donne che si occupano di tecnologia, ... (come dice giustamente Fabio, al barcamp non si tratta di fare lezioni universitarie su un tema, ma di proporne uno, inquadrarlo in maniera piu' o meno preparata (ad esempio, va benissimo senza slides) e poi coordinare un po' la discussione che nasce.

Ordunque speriamo che la discussione prenda piede nella blogosfera italiana, perche' e' veramente importante!
Riuscire ad organizzare un BlogHer or un LeiCamp anche qui in Italia sarebbe una gran cosa.

Ciao!

paolo
utente anonimo

#22   09 Gennaio 2007 - 01:00
 
Non riesco a credere ai miei occhi!
BarCamp/HerCamp???
E magari anche WhiteCamp e BlackCamp, noo?!!!

Diomio, nel 2007, in un blog, in Internet, stiamo ancora discriminando!
Ma ti rendi conto??????!!!!!!
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#23   09 Gennaio 2007 - 10:20
 
Mi dispiace che tu abbia frainteso cosa e' stato BlogHer negli Stati Uniti. Stavo scrivendo nel commento una riga per dire che non era un luogo "protetto", un luogo per una sorta di novelli "panda", un luogo per "quelli che non sono stati invitati di la'", ma poi l'ho cancellato.

BlogHer e' stato un evento molto interessante e cool (per dirla alla statunitense), di quelli a cui tutti volevano partecipare, che ha influenzato la blogosfera statunitense (e quindi molte persone!) con temi diversi, prospettive diverse rispetto alle conferenze usuali che di solito, come abbiamo tutti notato, sono caratterizzate da una strapreponderanza di maschi (che quindi portano il loro modo di vedere le cose e le cose che a loro interessano).

Qualche informazione in piu' su BlogHer:
http://blogher.org/about-blogher

Vedi anche i post di danah boyd al riguardo
http://www.zephoria.org/cgi-bin/mt/mt-search.cgi?IncludeBlogs=7&search=blogher
tra cui ad esempio
http://www.zephoria.org/thoughts/archives/2005/07/30/_blogher.html
http://www.zephoria.org/thoughts/archives/2005/04/15/blogher_conference.html

Una discussione che difficilmente uscira' ad un BarCamp per come e' strutturato ora:
- quale e' la diversita' di genere del tuo blogroll o della lista di feed che leggi? Sarebbe interessante che ognuno si interrogasse su questo (e altri) punti, ma non credo che una discussione del genere potrebbe avvenire in un BarCamp italiano attuale e comunque sarebbe poco "diversificata" data la composizione dei partecipanti.
Se guardi i temi che sono usciti nei passati BlogHer, vedi che sono temi che di solito non vengono neanche immaginati nelle conferenze solite.

Vedi anche:
http://www.gnuband.org/2005/02/16/the_free_software_community_is_women_unfriendly/

Ehm, scusa sono stato troppo lungo come al solito. ;-)


utente anonimo

#24   09 Gennaio 2007 - 10:56
 
Qualcosa di vagamente simile al BarCamp e' la due-giorni di meeting annuale dei Linux User Groups siciliani. Forse un po' piu' informale, forse un po' piu' geek. Di donne quest'anno ce n'erano circa 5 o 6 su una cinquantina di partecipanti; di queste solo 2 erano membri attivi di LUG, le altre erano li' assieme ai rispettivi fidanzati o mariti, ma si sono divertite ugualmente. La percentuale quindi e' piu' o meno la stessa. Le cause? In parte la sfera di interessi che probabilmente e` piu' ampia nella fascia maschile, comprendendo anche aspetti tecnici, in parte perche' questi eventi sono percepiti come eventi maschili, e l'idea di correre il rischio di essere l'unica mosca bianca tra tanti mosconi (e quindi oggetto di curiosita') magari può destare qualche preoccupazione di sentirsi fuori posto. Ma è un circolo vizioso, se la partecipazione è poca per un motivo del genere, continuerà ad essere tautologicamente poca.
E all'atto pratico poi il pregiudizio non regge: infatti le 5 o 6 donne che hanno partecipato al meeting dei LUG siciliani si sono trovate perfettamente a loro agio.
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#25   09 Gennaio 2007 - 12:10
 
Insisto nel dire che non possiamo portare come esempio il BlogHer americano, per la semplice ragione che le culture sono diverse. I MUD, per esempio, da noi non fecero presa, tanto per restare nell'ambito della rete.
In America le donne hanno un senso comunitario differente dal nostro: si riuniscono tra loro, fanno mega-conferenze annuali, si occupano in gruppo di problematiche sociali e culturali. Al contrario del nostro Paese, lavorano sulla collaborazione e non sulla competizione.
Basta dare un'occhiata alla varietà di ruoli cinematografici disponibili per le donne: abbiamo noi il corrispettivo in Italia? No. Da noi quante sono le protagoniste donne al cinema? Poche.
Sono convinta che non si tratti di "sentirsi fuori posto" tra tanti mosconi, ma le ragioni siano più ancorate ai costumi tradizionali. Da noi nessuna donna va da sola a una festa. Tantomeno viene invitata se c'è una prevalenza di coppie. Ciò non accade invece ad un uomo solo.
Insomma c'è ancora discriminazione, pregiudizio, e separando ulteriormente maschi e femmine non si farebbe che peggiorare la situazione. Tra noi si deve ancora imparare a socializzare e a condividere gli interessi, prima ancora di spartirsi "incarichi". La strada è lunga, ma da qualche parte tocca iniziare.

Da parte mia devo dire che questa carenza di donne al BarCamp mi ha sorpresa perchè in rete non ho mai contato donne/uomini, ma il numero globale di individui che generano pensiero e opinione.
Sbagliando s'impara, noo? :)
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#26   09 Gennaio 2007 - 17:14
 
E la discussione continua ;-)
http://www.pandemia.info/2007/01/09/il_gentilsesso_e_il_barcamp.html

paolo
utente anonimo

#27   09 Gennaio 2007 - 18:42
 
Grazie per la segnalazione Paolo. Ho risposto anche a Luca. ;)
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#28   10 Gennaio 2007 - 00:53
 
pas de quoi! ;-)

negli ulteriori commenti sono usciti due altri nomi.
ho conosciuto Flavia Marzano ad un master su "genere e tecnologia" qui a trento, molto molto in gamba!
e antonella beccaria la conosco solo via blog ma mi piace molto quello che scrive.
speriamo che la discussione continui
ciao!
paolo
utente anonimo

#29   10 Gennaio 2007 - 09:25
 
Marina , sono una che ama molto partecipare. Chi mi conosce lo sa.
Ma devo sentirmi a mio agio.
E' una conditio sine qua non .
Leggendo gli ultimi interventi qua mi è balzata all'occhio un impedimento ( è relativo a me, intendiamoci) cui non avevo mai badato.
E' una consapevolezza nuova.
Nonostante io sia una persona che si informa mi rimane oscuro il linguaggio utilizzato.
Sono pratica della comunicazione off line, ma gestisco male il vocabolaio telematico-informatico.
Del resto vivo in una città piccola non certo a Roma o a Parigi.
Negli ultimi commenti ci sono almeno 3 parole delle quali non conosco il significato.
Mi dirai che posso chiedere o posso cercare in rete. Bene.
Ma trovandomi in un meeting come mi comporto?
Non ho tempo di farmi un corso intensivo nè ho chi mi conduce nei meandri dei MUD, dei FEES e compagnia cantando.

Per me il linguaggio è una grande discriminante. Spesso mi adeguo al mio interlocutore ( per esempio parlando in dialetto) quando devo comunicare.
Ma l' ascoltare ( o leggere) cotanto vocabolario è una discriminante.

Ho buttato la pietra..vedi mai che qualcuna si trovi nella mia stessa situazione...

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#30   10 Gennaio 2007 - 09:26
 
FEEDS.
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#31   10 Gennaio 2007 - 11:14
 
Feed

purtroppo in italiano non c'e' ancora una pagina apposta su wikipedia, quindi ti scrivo qui una descrizione informale di cosa sono e a cosa servono.

Un feed RSS (Really Simple Syndication) e' semplicemente una lista di ultime notizie organizzata in senso cronologico inverso (come sul blog). e' rappresentata in un formato testuale semplicissimo e teso all'essenziale, ovvero quasi solo titolo, contenuto della notizia, link.

una cosa del genere:
[title]qui il titolo del post 1[/title]
[content]qui il contenuto bala bla bla bla[/content]
[link]http://example.com[/link]

quale il vantaggio?
che tutti i blog, i giornali, i wiki, (tutto!) puo' pubblicare cosi' le notizie e quindi non sei piu' tu che devi dire "vado sul sito di tizia a leggere cosa ha scritto e abituarti al diverso layout grafico e verificare ogni tanto che ci sia qualcosa di nuovo" ma tu ti sottoscrivi ad un certo FEED RSS, sara' il tuo news reader (il programma che si ricorda quali feed vuoi seguire e te li mostra) che verifica periodicamente se qualcuno dei blog che segui ha qualcosa di nuovo e te lo mostra, con una unica impostazione grafica.

ad esempio repubblica fornisce dei feed rss
vedi http://www.repubblica.it/servizi/rss/index.html

prova a cliccare su uno e vedi se la spiegazione ti e' chiara.
verifica di NON usare internet explorer, un browser obsoleto, non sicuro e con milioni di altri difetti veramente grandi.
passa al browser mozilla firefox (http://getfirefox.com)
e' software libero e gira sotto gnu/linux, mac e windows.

io come news readed uso bloglines.com (un news reader>paolo
utente anonimo

#32   10 Gennaio 2007 - 11:19
 
MUD=Multi User Dangeon
http://it.wikipedia.org/wiki/Multi_user_dungeon

una sorta di chat in cui pero' si possono fare azioni (scrivendole) e fare avventure in questo mondo virtuale, testuale.

oggi superato dai piu' immersivi e 3D
MMORPG
Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game
http://it.wikipedia.org/wiki/MMORPG
come ad esempio world of warcraft
Vedi il video
http://video.google.com/videoplay?docid=-558004745331070575&q=world+warcraft
si', e' un gioco, non un film, con milioni di altre persone che giocano
(giusto come informazione, io non gioco, prende troppo tempo)

ciao!
paolo
utente anonimo

#33   10 Gennaio 2007 - 11:22
 
Paolo: sei meglio di Wikipedia! :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MarinaBellini

#34   10 Gennaio 2007 - 11:34
 
Ti sono grata Paolo di aver colmato una piccola zolla del mio gap in materia di linguaggi specialistici.
Salvo quanto mi lasci e cerco di memorizzarlo per l'avvenire.
Il problema, tuttavia, resta per molte altre parole.
E dubito che sia solo un "affaire" personale.
Si sta facendo fronte da poco tempo all'analfabetismo telematico-informatico nel quale versa buona parte del mio territorio.Se pensi che io avrei dovuto essere l'esperta in un POn relativo ai Blog..non ho ancora trovato un meridionale che abia un blog più "antico " del mio.
Quando 7 anni or sono iniziai a parlare del web qualcuno mi guardò come un marziano, incuriosito..altri mi miero in guardia dai "pericoli".
Ancora due mesi or sono ho sentito affermare ad un Monsignore ( pur dotato di una biblioteca ciclopica, quidni non un curto di campagna) che il vero danno odierno è internet!
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#35   10 Gennaio 2007 - 11:40
 
Rispondo anche a Marina che afferma :
Conosco un "collezionista" di chattiste (non solo uno a dire il vero:), regolarmente sposato con prole che incontra donne sposate con prole (è di rigore la parità, eh!) e queste lo raggiungono in ogni dove, da qualunque parte della penisola si trovino. Treni, aerei, automobile, non badano a tempo e danaro.

Da che mondo è mondo è il sesso il motore.
Ci vogliamo meravigliare che questo portento tecnologico moderno si tenga al passo?
Scusami, ma mi sembra una ingenuità da parte tua meravigliarti..
Del resto mi vado convincendo che pure lo strumento mediaticamente avanzato ( o che sembra avanzato) , ossia il blog, si riduce ad un "acchiappamosche". Insomma altro che diario personale: serve per cercarsi dolci o piccanti compagnie.
Lo dico con un punta di disillusione. Ma non più di tanto.
Il mio è atteggiamento rassegnato di sano realismo.
E forse si avverte.
E' chiaro che io continui ad utilizzarlo diversamente.
Ciao!

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#36   10 Gennaio 2007 - 11:52
 
Nel 1997 arrivò in Italia uno dei primi libri di "alfabetizzazione" internettara, scritto da Sherry Turkle (una donna!:), tradotto dal nostro Bernardo Parrella e pubblicato da Apogeo: La vita sullo schermo.
All'epoca ci sembrò davvero troppo amerikano, ché già in quelle pagine si scorgeva la diversità culturale tra gli USA e l'Italia. A distanza di dieci anni ringrazio il cielo di averlo letto, perchè la sua utilità si è palesata anni dopo. Ci sono letture che non possono essere aliene dall'interesse di chi pratica la rete, perciò il mio consiglio è sempre quello di tenere d'occhio le case editrici che pubblicano e traducono roba d'importazione.
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#37   10 Gennaio 2007 - 11:56
 
Marzia:
1) non mi meraviglio sulle cose di chat.
2) non mi risulta che i blog fungano da acchiapamosche: sarebbe troppo faticoso mantenere attivo uno spazio del genere per un pugno di mosche. Se poi qualcuno lo fa, affari suoi, ma certamente non è la prassi convenzionale (a differenza appunto del chat).
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#38   10 Gennaio 2007 - 12:22
 
Marina, ciò che so l'ho imparato da sola e convivendo con tutti i problemi che derivano da un bella famiglia, che però ho deciso di farmi già a venti anni. Non sono una pentita, è solo per definire i miei limiti.
Con i miei numerosi tentativi di integrarmi , professionalmente parlando ( visto che ho iniziato solo dal '91) , tempo per tenermi aggiornata proprio non ce l'ho.

Nè mi vergogno di dichiarare spudoratante la mia ignoranza come in questo caso, nel quale mi sfugge pure la parola "geek" usata da Stragatto. Mi e vi chiedo: se ci sono altre parole italiane per dire un concetto perchè usare gli anglicismi ?
Per moda? Per semplificare??
Io sono una purista della comunicazione, anche per formazione personale.
Per quanto riguarda i blog rimango della mia inveterata opinione ( anche perchè ho ricevuto "abbordaggi" di recente che mi hanno seccato).
Nel reale mi sento libera. Nel web no.
Te lo dico con la mia solita franchezza.



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#39   10 Gennaio 2007 - 12:47
 
E come ti abbordano, di grazia?
Commentando in maniera lasciva? :)

Comunque sempre su Wiki trovi tutte le info anche su "geek".
Ci si arriva comodamente da Google :)
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#40   10 Gennaio 2007 - 12:55
 
In privato Marina, in privato.
Sai..quel sistema di Splinder...
E poi tramite l'indirizzo che ho, più o meno incautamente, inserito.
Due mesi fa mi è arrivata una persino una telefonata. Da una donna , però, che voleva l'attenzione della Rai su una istituzione di Lecco.
Telefonata,poi, interrotta bruscamente: si vede che non era la vera motivazione quella.
La cosa mi ha molto seccato tant'è che dal sito professionale sto meditando di eliminare il cell.
Ma questa è un'altra storia..
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#41   10 Gennaio 2007 - 12:57
 
Marina, se una donna cerca "mosconi" la cosa non la tange.
Diversamente è quando non si esibiscono atteggiamenti seduttivi, leggesi post e dintorni.
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#42   10 Gennaio 2007 - 13:52
 
Paolo mi consigli :"verifica di NON usare internet explorer, un browser obsoleto, non sicuro e con milioni di altri difetti veramente grandi."
In materia telematica sono "sottoposta" al despota di mio figlio ( 31 anni)...la massima competenza familiare in tali faccende.:D
Stasera quando rienra dal lavoro provo a passargli la tua dritta.
Grazie comunque!
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#43   11 Gennaio 2007 - 14:04
 
Passare a Firefox e' abbastanza importante.
Vedi http://www.mozilla-europe.org/it/products/firefox/

Firefox e' software libero.
utente anonimo

#44   11 Gennaio 2007 - 18:21
 
Ti ringrazio Paolo.cercherò di farlo da sola: non credo sia così complicato ( spero)
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#45   01 Febbraio 2007 - 05:26
 
nice site
http://www.healthinsurance.net.in
utente anonimo

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