venerdì, 09 marzo 2007
Il Tempio di Adriano, gestito dalla Camera di Commercio, ha ospitato un convegno di una giornata dedicato al post copyright (la mattina) e sul motore di ricerca (nel pomeriggio), organizzato dal Centro Studi Vivalibri.
Ho seguito il pomeriggio del convegno, saltando le ultime questioni, successive alle 17:15.
C'è speranza che il video dell'intero programma venga reso disponibile a breve, probabilmente su Vivalibri.it. La sala era piena, moltissimi i giovani e pochissime le cuffiette richieste per ascoltare la traduzione delle due presentazioni in inglese (Springer e soprattutto Google Libri).Il concetto retrostante le relazioni è sembrato riassumibile in una frase: gli editori non spariranno tutti, ma spariranno tutti gli editori attuali, ovvero operanti nelle forme attuali. Perché se Internet disintermedia e l'editore è un intermediario tra autore e lettore, le conclusioni sono ovvie.
Passiamo alla fredda cronaca. Giulio Mozzi, annunciato in programma, se c'era o era nascosto bene oppure è arrivato dopo le 17. C'è da chiedersi come mai in un evento del genere mancassero Lulu e Simplicissimus; magari sono stati invitati ma non sono andati. C'è da chiedersi anche come mai Fabrizio Arnaud di Zanichelli abbia presentato una relazione così evidentemente fuori bersaglio (in 41 mesi, 266 loro e-book online hanno venduto 118 copie complessive, però vocabolari e traduttori su hardware Sharp si son venduti bene: e allora? Non sarà che avete sbagliato qualcosina? E i motori di ricerca dove sono?). Marco Ghezzi di Apogeo ha sottolineato che un DRM ben fatto renderebbe più attuale anche il lavoro dell'editore. Splendida la lezione di Valerio Eletti, per anni direttore del multimedia del gruppo L'espresso ed ora professore alla Sapienza. Interessante e per certi versi inattesamente positiva la situazione dei progetti di ricerca sviluppati in Italia, nella presentazione di Piero Attanasio (Aie) In particolare il mondo 2.0 dovrebbe trarre più spunti dall'Actionable ISBN, grazie al quale si potrebbero raccogliere molte più informazioni di quelle tradizionalmente online.




















