martedì, 06 novembre 2007
Dopo le veline, le letterine, le schedine... adesso impazzano le chatterine. Evabbè! :)Ma se SexyHelenCam non mi avesse contattata con un PVT su Splinder non avrei badato più di tanto a questo "fermento” in voga da qualche tempo in rete.
Quando ho trovato il suo msg sono andata a vedere il blog e ho scoperto il suo libro: "Diario di una webcam girl".
Per una che nel '99 aveva pubblicato "Maschi virtuali" (sottotitolo: "diario di una seduttrice nel mondo notturno di internet"), è stata una botta niente male! Così sono andata a leggermi gli articoli, le recensioni e tutte le sue partecipazioni a trasmissioni televisive popolari. In quel momento mi sono accorta che dalla pubblicazione del mio primo libro è passato un tempo assai più lungo di quello reale, che la televisione è cambiata, che internet è cambiata, che tutto è cambiato.
Con Maschi Virtuali avevo guadagnato solo delle interviste radiofoniche e molte sui settimanali cartacei, ma in televisione non c'era stato verso. Erano tempi "non sospetti" e poiché Internet era ancora un mezzo per pochi eletti, il pubblico televisivo non avrebbe capito di cosa diavolo stessi parlando. Ma soprattutto ero troppo “spinta” per poter passare dal tubo catodico. Oggi invece si fa a gara per chiamare l’autrice di un libro che certamente è assai più “spinto” di Maschi virtuali. E' forse cambiato anche il pubblico?
All'epoca l’artificio della seduzione e dell'eccitazione online era tutto giocato sul filo dell'emozione, dell'occulto, ma soprattutto sull'abilità letteraria di chi interagiva. Nascevano ossessioni e tormenti per il mistero dell'altro, di cui non si sapeva nulla, se non un IP più o meno identificabile. Ma erano solo numeri che non svelavano un bel niente. Tuttavia questi pionieri dei byte erotici sapevano creare fascino, malizia e ambiguità solo pigiando sui tasti della loro tastiera, procurando stati di proiezione simili all’innamoramento o alla passione.
Di loro non si conosceva il volto, nemmeno un frammento del loro involucro, ma solo anima. Animo. E se ne carpiva la gradazione di sensualità.
E l’immaginario volava sull’onda della connessione a 33,6 Kbps.
Quando il gioco finiva rimaneva la traccia di un’esperienza di straordinario coinvolgimento emotivo. Ed era gratuita per entrambi i soggetti coinvolti.
Oggi, sull’onda delle fibre ottiche e delle connessioni satellitari, gli utenti comprano crediti tramite carta di credito e li spendono all'interno di questi circuiti, in cui le camgirl sono pagate per corrispondere ai loro desideri.
Su www.ragazzeinvendita.com le camgirl iscritte sono 4mila, gli utenti totali più di 300mila.
Ogni minuto di collegamento costa all'utente 3 euro. Helen incassa il 45%.
Helen vende la sua immagine “decapitata”, l’utente compra il suo piacere.
C’è la connessione, il corpo, il danaro, la webcam.
Palliativi di riempimento della solitudine che nulla hanno a che fare con la seduzione, col gioco, con la suggestione del mistero, unico elemento in grado di creare la spirale dell’eros nella quale due persone, anche virtuali, possono produrre un’energia che genera benessere reciproco.
E così questo mondo diventa sempre più anafettivo e i sensi rimangono intrappolati e spappolati nel vortice di qualche orgasmo raggiunto in fretta, tramite un mezzo sempre meno creativo, che somiglia alla televisione: quella defraudata di autori, registi e attori, e di significati in grado di lasciare tracce nell’animo.
Voi che ne pensate?
postato da MarinaBellini | Permalink | commenti (15) | commenti (15)(pop-up)
tags: libri, internet, webcam, immagine e società , libri-blogger
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