giovedì, 08 maggio 2008
Anche questa è fatta e potremo ben dire che c'eravamo! D'altronde non capita tutti i giorni d'incontrare un ex vicepresidente degli Stati Uniti e premio Nobel... Comunque Marina ed io c'eravamo, tra i credo 800 blogger e non, che hanno affollato l'Ambra Jovinelli di Roma per la presentazione di Current TV.
Poiché c'era tutta la blogosfera che conta e per buona parte i suoi esponenti hanno fatto le domande dirette, riassumo al massimo l'evento, del quale è disponibile un live blogging ufficiale.
La presenza di Gore ha comunque richiamato qualche eco politica internazionale, ma anche nazionale. Sotto sotto si vocifera che l'Italia sia stata scelta come prima nazione non anglofona per la mancanza di democrazia televisiva e la grande richiesta d'informazione alternativa.
Resta il fatto che la democrazia televisiva è adesso in Italia con una sede milanese gestita da Tommaso Tessarolo. La disponibilità di Sky ad ospitare il canale non ha nessun risvolto politico, contenutistico o economico ed è completamente nelle mani di Current.
Current intende crescere la capacità del pubblico di sviluppare filmati ben articolati, competenza che in Italia è media, mentre molto ci si aspetta dalle idee e dalla cultura dell'immagine (prevalentemente cinematografica) del nostro paese. In soldoni Current incontra, coproduce e paga i blogger capaci.
Alcuni appunti vanno fatti. Il modello importato è sostanzialmente quello USA, finora portato solo in UK ed Irlanda. Anche se in un'intervista a parte Tessarolo ha chiarito che c'è contenuto italiano e che l'Italia trasmette in parte in diretta, alcuni elementi lasciano pensare. Rispetto agli USA ci si aspettava una differente sagomazione della fascia d'età principale, che lascia invece una "linea Maginot "a 35 anni. "In questo gli italiani sono svariati anni indietro rispetto ai coetanei statunitensi", ha detto Kay Sandvik, veejay ancora ben giovane e indimenticata icona sessuale di una generazione (ehm).
Qualche perplessità ha suscitato anche l'impostazione, assolutamente tradizionale, d'una iniziativa in sé rivoluzionaria e democratica. In particolare la scelta delle domande è sembrata non trasparente come è stato raccontato: il pubblico avrebbe votato le domande poi effettivamente fatte, Alcune domande non nella lista sono poi state proposte a Gore, secondo un criterio che dovendo comunque scontentare molti ha scontentato quasi tutti, ivi compreso il nostro Mario Galzigna di Ibrid@menti che, benché avesse chiesto di partecipare ancora prima che si sapesse fosse possibile, si è vista negare la possibilità.
Molti i blogger presenti ma pochi i videoblogger. Una piccola questione, ma di principio, ha riguardato uno di loro, Robin Good: dato per confermato ha preferito non entrare, restando fuori dal teatro per tutto il tempo. "Avevo scambiato qualche mail con Montemagno -organizzatore dell'evento- che aveva convenuto sull'opportunità duna diversa strutturazione delle domande", ha detto Robin, "inserendole in un'urna per poi estrarle in diretta e non darle a Gore qualche giorno prima". Concordo assolutamente con Robin, tantopiù che il momento più divertente s'è avuto allorquando su domanda ufficialmente non prevista, Gore ha dovuto confessare di non sapere nulla del suo spazio su MySpace perché se ne occupa il suo staff.
Comunque sia, benvenuta Current TV: c'è da essere sicuri che l'enorme cambiamento proposto da Current non può essere visto adesso e che lo sforzo culturale in corsi, incontri e cooperazione sarà fondamentale non solo nel mondo degli user-gemerated content ma più in generale per l'intero movimento online italiano. Ancora complimenti a Tommaso che s'è confermato numero uno.
Poiché c'era tutta la blogosfera che conta e per buona parte i suoi esponenti hanno fatto le domande dirette, riassumo al massimo l'evento, del quale è disponibile un live blogging ufficiale.La presenza di Gore ha comunque richiamato qualche eco politica internazionale, ma anche nazionale. Sotto sotto si vocifera che l'Italia sia stata scelta come prima nazione non anglofona per la mancanza di democrazia televisiva e la grande richiesta d'informazione alternativa.
Resta il fatto che la democrazia televisiva è adesso in Italia con una sede milanese gestita da Tommaso Tessarolo. La disponibilità di Sky ad ospitare il canale non ha nessun risvolto politico, contenutistico o economico ed è completamente nelle mani di Current.
Current intende crescere la capacità del pubblico di sviluppare filmati ben articolati, competenza che in Italia è media, mentre molto ci si aspetta dalle idee e dalla cultura dell'immagine (prevalentemente cinematografica) del nostro paese. In soldoni Current incontra, coproduce e paga i blogger capaci.
Alcuni appunti vanno fatti. Il modello importato è sostanzialmente quello USA, finora portato solo in UK ed Irlanda. Anche se in un'intervista a parte Tessarolo ha chiarito che c'è contenuto italiano e che l'Italia trasmette in parte in diretta, alcuni elementi lasciano pensare. Rispetto agli USA ci si aspettava una differente sagomazione della fascia d'età principale, che lascia invece una "linea Maginot "a 35 anni. "In questo gli italiani sono svariati anni indietro rispetto ai coetanei statunitensi", ha detto Kay Sandvik, veejay ancora ben giovane e indimenticata icona sessuale di una generazione (ehm).
Qualche perplessità ha suscitato anche l'impostazione, assolutamente tradizionale, d'una iniziativa in sé rivoluzionaria e democratica. In particolare la scelta delle domande è sembrata non trasparente come è stato raccontato: il pubblico avrebbe votato le domande poi effettivamente fatte, Alcune domande non nella lista sono poi state proposte a Gore, secondo un criterio che dovendo comunque scontentare molti ha scontentato quasi tutti, ivi compreso il nostro Mario Galzigna di Ibrid@menti che, benché avesse chiesto di partecipare ancora prima che si sapesse fosse possibile, si è vista negare la possibilità.
Molti i blogger presenti ma pochi i videoblogger. Una piccola questione, ma di principio, ha riguardato uno di loro, Robin Good: dato per confermato ha preferito non entrare, restando fuori dal teatro per tutto il tempo. "Avevo scambiato qualche mail con Montemagno -organizzatore dell'evento- che aveva convenuto sull'opportunità duna diversa strutturazione delle domande", ha detto Robin, "inserendole in un'urna per poi estrarle in diretta e non darle a Gore qualche giorno prima". Concordo assolutamente con Robin, tantopiù che il momento più divertente s'è avuto allorquando su domanda ufficialmente non prevista, Gore ha dovuto confessare di non sapere nulla del suo spazio su MySpace perché se ne occupa il suo staff.
Comunque sia, benvenuta Current TV: c'è da essere sicuri che l'enorme cambiamento proposto da Current non può essere visto adesso e che lo sforzo culturale in corsi, incontri e cooperazione sarà fondamentale non solo nel mondo degli user-gemerated content ma più in generale per l'intero movimento online italiano. Ancora complimenti a Tommaso che s'è confermato numero uno.
























