mercoledì, 03 settembre 2008
Bruno Ruffilli, alias bierre, il giornalista de La Stampa autore dell'articolo citato sul post Voci dall'Oltremondo, ha risposto sul blog di Stex Auer.
Poiché la discussione si è svolta principalmente qui, su PiuBlog, pubblico il suo intervento e la risposta di Stex Auer.


bierre:
Grazie a Silvia per il "pessimo giornalismo", Grazie a Stex Auer per le gentili considerazioni che fa su di me e sulla mia competenza in materia di Second Life (dove bazzico da oltre due anni e mezzo, tanto che sono il primo ad averne scritto su un quotidiano). Però, almeno, lasciatemi avere la mia opinione: come fenomeno culturale e come idea di business, penso che Second Life purtroppo sia solo una promessa non mantenuta. Potrà cambiare, certo, potranno venire idee e iniziative capaci di rilanciarla (o meglio, di lanciarla una volta per tutte). Ma al momento è solo un posto dove si è iscritta tanta gente, ha fatto un giro e poi se n'è andata. Stimo chi ci lavora, mi rendo conto che parecchi ci hanno investito, eppure una cosa è certa: passata la curiosità, dimenticati i (finti?) scandali a base di denaro e pedofilia, di SL rimane poco. Cominciano a capirlo perfino le agenzie di marketing, che non ci tempestano più di comunicati con aziende che debuttano o lanciano eventi balordi. Di questo volevo parlare e questo ho detto, e se qui qualcuno è capace di mostrarmi che mi sbaglio, che l'interfaccia non è lenta e primitiva, che un modello di business vincente esiste, che una riflessione culturale di alto livello o un movimento politico si siano sviluppati partendo da (o dentro) Second Life, sono pronto a discutere e ovviamente a darne conto. Sono molto, molto stanco di sentire proclami e petizioni di principio, per non dire delle offese sparate a caso. Garbage? Vedete voi...


Stex Auer:
bierre, hai sentito non solo i miei commenti, che sono stati presi ad esempio di una generale stato d'animo, ma ci sono stati tanti altri interventi che in modo più pacato del mio, e più razionale, mostrano quanto questo media , gli ambienti immersivi non SL solo, siano popolati, popolatissimi di gente che è stata considerata morta, e che al contrario produce pensiero "forte", e che ha le idee molto chiare.
Ora, non è compito mio formare l'opinione pubblica, né fare lezioni di economia, né insegnare il lavoro a chicchessia: ma avessi visto una fonte, avessi avuto ( da lettore) dati di conforto a quanto affermato, magari la voce di un utente che vivendola spiegasse perchè l'ha abbandonata piuttosto che, e questo è quello che ha fatto più incazzare la gente, avessi chiesto a qualcuno, dato che ci bazzichi molto di dirgli perchè è in un mondo di morti e cosa ci fa.
In più, posso dirlo con una certa sicurezza, nè interfaccie lente, nè scarso modello di business, nè luminose espressioni culturali hanno mai baciato nessum media al suo esordio,nè hanno mai fermato nessuna tecnologia: altrimenti oggi cinema o il web  non esisterebbero.
No, bierre, non credo tu ci bazzichi granchè. Almeno non più e da un bel po'. mi spiace, ma dimostri di non sapere. Questo è quello che ha fatto scrivere 47 risposte inacidite al post su +blog e innumerevoli altri e addirittura uno strike sulla sede del tuo giornale in Second Life.
Ti lascio con una citazione e con un invito.
La citazione è da un film di Claude Goretta, un cineasta svizzero, "si le soleil ne revient pas ", se il sole non tornasse più, dove si racconta di uno sciamano-stregone riconosciuto come molto autorevole,  che dichiara alla popolazione del suo villaggio l'arrivo della fine del mondo e che il sole non sarebbe più spuntato.
La gente si dispera e accadono cose orrende e sublimi, insomma si dipanano miserie umane e gesti di straordinario ottimismo.
Il sole sorge.
La gente disorientata va dallo sciamano per chiedergli perchè non era accaduta la sua predizione, e lo trovano morto.
Dunque non ha avuto torto, è stata la fine del mondo. Ma del suo. Aveva sbagliato a leggere gli auruspici, un semplice errore di prospettiva.
L'invito è quello di venirci a trovare. A fare due passi tra i morti. Mi offro di farti da Virgilio in questo cammino. Non ti voglio convincere, ma solo farti conoscere un po' di gente. il mio nome, lo sai, aspetto una notecard, credimi con piacere e senza nessuna polemica.
postato da MarinaBellini | Permalink | commenti (8) | commenti (8)(pop-up)
tags: informazione, second life


Commenti
#1   03 Settembre 2008 - 19:15
 
ma veramente si scrivono e si commentano queste cose?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente killerpiteless

#2   03 Settembre 2008 - 20:16
 
Il mood bloggesco è spesso sopra le righe, l'autore dell'articolo lo dovrebbe sapere.
Se non lo sa gielo dico io.
Premesso questo, posso dire di aver notato su SL -in questi pochi mesi, da quando ho una macchina abbastanza potente per poterci andare- una riproduzione abbastanza fedele delle dinamiche della RL: si creano amicizie, si fa business, si fa cultura, ci si incontra, ci si diverte, si lavora, ci si sta antipatici.
A vantaggio di SL rispetto ai BLOG c'è l'imediatezza della relazione, sei "faccia a faccia" con la persona (con l'Avatar) con cui ti relazioni, il che spurga da qualche ipocrisia e da qualche aggressività di troppo, tipiche della blogpalla, dove tutto accade "slegato" nel tempo e nei luoghi e a volte non conosci affatto il tuo interlocutore.
Probabilmente se Bruno Ruffilli avesse discusso in SL con gli amici che sono qui intervenuti, tutto si sarebbe svolto in modo più easy e pacato.
In ultimo, dico che non tutte le sue considerazioni in questa risposta sono da aggirare con noncuranza, non facciamo gi stessi errori di nuovo: dopo aver glorificato i BLOG senza alcuno spirito critico e aver attaccato TUTTI quelli che ne avevano un po' (ne parlo nel mio modesto libercolo), non produciamo lo stesso errore.
C'è da dire che spesso i giornalisti fanno di tutto per rendersi odiosi (non ho letto Ruffilli, preciso) e quando trattano temi inerenti alla rete non fanno che sparare a zero con considerazioni abbastanza pesanti e a volte sopra le righe: è avvenuto per internet, per il web, per i blog e adesso è il turno di SL.
Per esempio, in questo momento SL italiana è in pieno fermento culturale, quind non avrebbe senso "rilanciarla", non ce n'è alcun bisogno.
Ma secondo me il nostro ruolo, come esperti o semplici praticanti della rete, è quello innanzitutto di non chiuderci in una difesa ad oltranza, poi di considerare con realismo se ci sia qualcosa di vero nelle critiche che ci portano e se chi accusa sia coerente nel suo pensiero.
Per esempio un severo critico dei blog poi si è prestato a suo tempo alla presentazione del primo libro di Pulsatilla, prodotto puramente blog...
Non posso dire nulla su questo caso perché non conosco l'articolo al quale fate riferimento. Anche se la Stampa è il quotidiano della mia regione...
Non produciamo, se possibile, una visione fideistica anche di SL.
Saluti a tutti, W.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente williamnessuno

#3   03 Settembre 2008 - 20:30
 
Non ha molta importanza far rilevare su quale blog si sia svolta la discussione, dato che molti si sono sentiti coinvolti e hanno manifestato il loro dissenso dentro second life, nei propri blog e altrove.
Importante e interessante, semmai, rilevare ed analizzare i contenuti delle varie e differenti reazioni. Mi diletto di giornalismo SL da più di un anno e lo faccio con soddisfazione.
Anche in questa occasione ho osservato reazioni di chi si è sentito colpito nel duro e serio lavoro che comporta intraprendere un'attività dal carattere pioneristico, quasi fosse una sorta di sfida nei confronti di un nuovo medium. Come ho scritto nel mio commento su "La Stampa", conosco imprenditori, formatori, comunicatori, giornalisti, artisti che operano nel metaverso con passione, dedizione e serietà: i luoghi comuni che ahimè si leggono spesso su SL non fanno certo bene al lavoro di chi cerca di portare avanti un lavoro, sogno, o passione che sia.
Parte della comunità italiana ha reagito, con modalità differenti e forse differenti scopi.
I residenti hanno fatto sentire la loro voce dal "deserto".
La voce si è sentita.
Con tutto il rispetto per l'autore dell'articolo, è mancata, a mio avviso obiettività e documentazione aggiornata. Ma non posso non prendere atto del punto di vista da lui espresso, dato che molti, in passato, abbagliati da prospettive di facile guadagno, siano entrati per poi uscire di volata. Come sostengo da tempo, le cose stanno cambiando; dopo il boom ( pompato da certa stampa ) assistiamo alla stabilizzazione del fenomeno con realtivo calo demografico.
In questo caso, forse, non vale il detto/luogo comune "sono sempre i migliori che se ne vanno".
In medio stat virtus.
Papper Papp
utente anonimo

#4   04 Settembre 2008 - 00:33
 
Ben detto Papper
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente williamnessuno

#5   04 Settembre 2008 - 09:11
 
trovo lodevole che bierre abbia risposto alle critiche, e certo che è libero di esprimere la sua opinione... ma come lui sa benissimo le critiche e il dispetto nascono dal fatto che il suo ruolo di giornalista lo porta a formarle, le opinioni, in particolare presso chi non ha un'esperienza di prima persona dei fenomeni che descrive. Per queste persone dopo il suo articolo rimane "agli atti" che Second Life e' popolata da zombie...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AdriRips

#6   04 Settembre 2008 - 10:50
 
@AdriRips: Vorrei sapere quanti hanno letto davvero il pezzo (magari sul giornale, dove c'era anche un grafico con l'andamento della popolazione in SL). E vorrei anche sapere dove ho parlato di zombi, una parola che nel mio articolo non c'è. Quello che rimane agli atti sono i numeri di Linden labs (15 milioni di iscritti, ma solo il 3 per cento di utenti collegati in una settimana), le aziende che se ne vanno e la bolla che si sgonfia. E un senso di delusione (mio, soprattutto) perchè ci ho creduto, ci ho messo la faccia e il nome, e finora non visto realizzate le promesse che SL mi pareva portare con sè.
utente anonimo

#7   04 Settembre 2008 - 12:15
 
@bierre: hai ragione non c'era la parola zombie, c'era la parola cimitero. E le parole come sai meglio di me sono pietre, in questo caso tombali visto che era la chiusura ad effetto -ottimo dal punto di vista espressivo -dell'articolo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AdriRips

#8   07 Settembre 2008 - 16:23
 
La fine del mondo, dello sciamano (dal blog di Stex Auer)

[..] Stex Auer: (a bierre) In: PER DOVERE DI CRONACA http://piublog.splinder.com/post/18264476/PER+DOVERE+DI+CRONACA … … Molto bella! Ne abbiamo le tasche piene! http://stexauer.blogspot.com/2008/09/ne-abbiamo-le-tasche-p [..]
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