Ormai è sempre più frequente la richiesta, da parte di enti, associazioni e istituzioni, di conoscere in maniera approfondita cosa sia il web 2.0.
Uno di questi appuntamenti a cui sono stata invitata per spiegare la blogosfera è domattina presso la sede della CISL di Roma.
Mi è stato chiesto di fornire ai comunicatori del sindacato un quadro dell'attuale comunicazione interattiva, come si costruisce e gestisce una comunità telematica, quali sono le potenzialità di un blog, ecc.
Trovo positivo questo interesse nei confronti della blogosfera da parte di un organismo che rappresenta le categorie produttive, perchè un'apertura ad un dialogo più accessibile e l'amplificazione delle voci potrebbero modificare sostanzialmente, modernizzandola, la gestione degli interessi dei lavoratori.
E non sarebbe male, da parte della blogosfera, poter essere in contatto diretto con queste associazioni.
Al dibattito dal titolo “Il mondo del lavoro, il sindacato ed i nuovi strumenti di comunicazione di massa: comunicazione interattiva, audio, video, web tv, web radio, blog, newsletter, sondaggi, forum” parteciperannno Emilio Targia, giornalista ed esperto di comunicazione, Duccio Trombadori (direttore del web sito della Cisl), Walter Passerini, giornalista e docente di teoria e tecniche dell’informazione dell’Università Cattolica di Milano; Andrea Pancani (La sette - Sherpa Tv), Fulvio Benelli (Oybo productions) e Giampaolo Rossi (Presidente Rai Net).
Poiché mi han chiesto di fornire qualche consiglio al sindacato, e visto che saremo collegati al web con proiezione sullo schermo in sala, se a qualcuno che passa di qua venisse in mente un suggerimento da dare alla Cisl, lo faccia utilizzando i commenti.
Ieri sera in prima serata nel corso del programma "Le Iene show" di Italia 1 è andato in onda un servizio realizzato dalla Iena Elena Di Cioccio insieme alla "nostra" Dr. Roberta Bruzzone e al Forensic Lab dell'ICAA per ricercare la presenza di tracce biologiche invisibili ad occhio nudo (in particolare liquido seminale ed urina) all'interno di stanze d'albergo di varie categorie.
Il servizio è disponibile sino a lunedì prossimo sul sito del programma "Le Iene Show" ed è visualizzabile visitando QUESTO link.
Con quale coraggio si potrà tornare a dimorare negli alberghi dopo aver visto questo servizio?
E gli albergatori provvederanno, dopo questo servizio, a rendere più igieniche le stanze?
Il professor Marco Strano è criminologo di fama internazionale e partecipa anche agli eventi di Piublog. Come segnalato qualche giorno fa, la sua Associazione ICAA ha appena organizzato la "Rome International Conference on Criminal Investigation 2008", alla quale ho partecipato, "minacciando" di farne resoconto.
La gran parte degli argomenti esula dai blog e dai crimini online, ma comunque vi tedierò con qualche argomento trattato, di gran moda per il successo che hanno film e soprattutto telefilm del tipo di CSI.
Parto con un post ricavato dalla presentazione tenuta dalla tossicologa Federica Umani-Ronchi. Il prossimo testo riguarderà invece "Il ruolo d cellulari e smartphone nelle indagini": una vera bomba!
La strada della tossicologia forense viene ben indicata dalla seguente frase di Paracelso (1493-1541):
“Ogni sostanza è veleno e nessuna è perfettamente innocua:
soltanto la dose ne determina la velenosità”.
I campioni principali per l’analisi generale sono sangue (centrale e periferico, 20-30 millilitri), urina (o vescica intera), bile, contenuto gastrico, organi interni (20-30 grammi l’uno). Ciascun campione va conservato in contenitori e con modalità opportuna.
Di capelli ne servono parecchi, tagliati alla radice ed orientati: centimetro per centimetro, i capelli infatti tengono memorie delle sostanze ingerite nel tempo, droghe comprese, purché in quantità imponenti.
In caso l’analisi generale determini qualcosa si passa ad una ricerca mirata, meno strutturata e quindi più artigianale, se vogliamo più geniale. Gli esami più spesso impiegati sono la gascromatografia (GC/MS) e la cromatografia liquida (LC/MS). In questo breve testo non si considerano le analisi genetiche.
“Uno straordinario piccolo film italiano”
(Vanity Fair)
“Rigoroso fino al cinismo e poetico fino alla commozione. Non perdetelo.”
(A. Veneziani. Blue )
“Vitale e capace di uno sguardo d'autore. Il risultato è una bella fotografia sull'Italia di oggi.”
(L’Unità)
“Un film pieno di sfumature e ricco di rimandi.”
( Il Manifesto)
“Un film di clamorosa bellezza…. il vero film italiano dell’anno.”
(Arnaldo Colasanti - critico letterario)
Cover-boy (racconta l’ amicizia fra Ioan (Eduard Gabia) e Michele (Luca Lionello) l’uno rumeno e l’altro italiano. Due mondi che casualmente s’incontrano: l’esperienza di chi, figlio della rivoluzione post comunista, è fuggito dal proprio paese alla ricerca di un futuro migliore e l’esperienza di chi, precario, vive la crisi del lavoro occidentale.
Come sfondo al rapporto fra il semplice ragazzo rumeno e il solitario ragazzo italiano, un occidente travagliato da una parte dal crollo dell’ideologia comunista e dall’altra dal mito di un capitalismo che ha assunto sempre più, come criterio vitale, la competitività e l’inasprimento della disuguaglianza sociale.
Il film racconta della loro vita in comune ai margini della città, vessati da una padrona di casa (Luciana Littizzetto) e mostra come sia possibile opporre, alla ferocia dello scontro quotidiano per la sopravvivenza, il vincolo di una vera amicizia. L’incontro di Ioan con una famosa fotografa (Chiara Caselli), e il suo scambiare per amore un sentimento utilitaristico, servirà a rinsaldare ancor più l’unione con Michele e a guidarlo verso la meta finale del suo viaggio.
Inoltra questa mail a tutti i tuoi amici e vieni a trovarci al cinema !
Dopo lo spezzone di Porta a Porta dove si demonizzano i blog, sono usciti dai blog altri video in cui Bruno Vespademonizza Internet.
In quest'altro video segnalato sul blog di Camisani, dove numerosi commentatori hanno manifestato la loro indignazione (e dove non arriva il trackback da Splinder) il giornalista presenta così un servizio sulla violenza in Internet:
Internet è un mondo che francamente forse per ragioni d'età considero un mondo assolutamente spaventoso, forse perché lo conosco poco mi spaventa molto, ma l'idea che dei ragazzini , ormai pare che il 95% dei nostri ragazzi navighi tranquillamente, possa vedere tutto quello che vuole senza nessun filtro, francamente il problema dei reality, si, risolviamolo, ma lì c'è ben altro...
e segue un servizio su un rapporto Eurispes su Telefono Azzurro, nel quale i numeri di bambini che fanno brutti incontri o vedono cose che l'infastidicono su Internet sono a dir poco agghiaccianti.
Invece di criticare Vespa, che sa fare il suo mestiere di giornalista dell'azienda Rai, ci sarebbe da approfondire il messaggio che trapela, chiedendoci come mai 'sti ragazzini trovano tutta 'sta roba che io, ad esempio, in 15 anni di Internet non ho mai incontrato.
Se trovano cose di questo genere la risposta è una sola: LE CERCANO! E c'è da domandarsi perchè le cercano, da chi ricevono l'input che li induce a cercare.
Ogni tanto mi viene in mente una mia amica, maestra alle elementari, che prima del 2000 (ante internet boom) mi confessava allibita come i bambini più piccoli dicessero cose terribili, e come il loro immaginario fosse inspiegabilmente corrotto da scene di sesso e violenza che nemmeno in qualche film supervietato ai minori.
L'ho pensata spesso durante i fattacci di Rignano e molte volte mi sono chiesta se il vero responsabile potesse essere quell'immaginario già tristemente corrotto. La penso quando mi si dice che i ragazzini in Internet sono in pericolo.
Ma chi è il responsabile del nostro immaginario in età pre-adolescenziale?
Se non siamo capaci a darci una risposta chiara e onesta sarà molto difficile poter fare da contraltare alle fandonie sulla rete che vengono dette in televisione, o, a chi sta in televisione, esporre le suddette tematiche in maniera meno contorta.
Ieri sul forum di Grasso mi lamentavo come la disinformazione mediatica stia raggiungendo livelli spesso intollerabili e che per combatterla l'unica soluzione sia contrastarla dal basso.
Su "Italia Oggi" di ieri si leggeva che "Rutelli batte la moglie Barbara" dopo aver movimentato il duello in seconda serata tv: Palombelli a Matrix con Ferrara e Rutelli a Porta a Porta. Rutelli avrebbe avuto il 20,43% di share contro il 15,81 della moglie.
Ma era sfuggito il fatto che la puntata di Porta a Porta celebrasse i 50 anni di "Volare" e Rutelli fosse solo uno degli ospiti che raccontavano aneddoti su Modugno. Normale che la trasmissione avesse avuto più share di Matrix che invece trattava un tema politico, mentre l'articolo lasciava intendere altro.
Sempre a Porta a Porta, la sera dopo si trattava del delitto di Perugia e sul finale, mentre i primi sintomi del sonno mi stavano accompagnando tra le braccia di Morfeo, la parola BLOG pronunciata da Bruno Vespa mi ha risvegliata per ascoltare i deliri che si propagavano nel famigerato studio.
M'ero ripromessa di registrare la puntata il giorno dopo, tramite la replica su Fastweb, e proporne qui lo spezzone, ma qualcuno è stato più veloce di me e lo ringrazio:)
Come si legge sul blog di Marco Camisani Calzolari, è stata fatta una valutazione molto limitativa dei blog, associandone le caratteristiche ad una serie di malesseri e di patologie riguardanti per lo più i comportamenti dei giovani.
Ora, che la rete favorisca una certa visibilità dei disturbi patologici ci è noto da una quindicina d'anni, tuttavia che essa tramite i blog sia la punta dell'iceberg di un certo sviluppo delle perversioni sessuali, che sia essa un luogo dell'esibizionismo e dell'esposizione provocatoria di sé per attrarre il consenso di un certo tipo di adolescenza che esiste in quanto ha un'identità negativa e non positiva... e quant'altro potete ascoltare in questa registrazione, sminuisce la rete e i blog di tutte quelle potenzialità per cui da anni creiamo dibattiti ripetitivi.
Non credo ci si debba scandalizzare per le valenze negative (che esistono) esposte dai demonizzatori, ché molte altre sono state risparmiate per poca conoscenza del mezzo: il fatto che i blog siano delle micro-cosche mafiose, ad esempio, ci è noto ma lo taciamo anche noi!
Credo invece che ci si debba scandalizzare per il fatto che a testimoniare o farne analisi in tv non venga mai chiamato l'esperto della rete, colui che possa contribuire con competenza a far luce sugli aspetti di un caso in cui vi siano implicazioni telematiche.
Come viene chiamato il Criminologo, il Procuratore, lo Psichiatra ed altri addetti ai lavori, così dovrebbe essere interpellato chi nella rete ci lavora e ne ha dettagliata competenza.
Ma questo non è possibile, altrimenti si darebbe importanza ad un mezzo che per i media tradizionali è ancora in conflitto d'interessi. E così la nostra Italia resta sempre più indietro nell'evoluzione tecnologica e nella consapevolezza del nuovo mezzo.
In un articolo de Il Corriere che parla della «black list» dei docenti ebrei, denunciata alla Polizia Postale che ha oscurato ieri il blog incriminato, si dice che il post aveva però fatto la sua comparsa già il 16 gennaio nel blog denunciato.
Ma facendo una breve ricerca su Google si scopre che in realtà il delirante RE SHAULOS comunicò nei commenti di un altro blog di aver "aggiornato l'elenco dei nominativi" l'1 Dicembre 2007 alle 10:51.
Si scopre anche che i "commenti" a firma del suddetto, sparsi nei vari blog, sono sempre scritti in maiuscolo e cioè "urlati", come vengono definiti i caratteri maiuscoli nella storica netiquette internettiana.
E' sufficiente leggerne alcuni per comprenderne la natura delirante e sconnessa, di fronte alla quale non può che scaturire un sentimento di pena e di compassione nei confronti di una persona fortemente disturbata. Invece scoppia un caso nazionale immenso che avrebbe potuto essere risolto in silenzio, con le normali prassi d'indagine (magari un po' più veloci) della Squadra di P.G. Informatica del Compartimento di Polizia Postale.
Non vorrei che l'esplosione clamorosa di questo caso, certamente molto grave e vergognoso, fosse un'altra mossa per mettere dei paletti alla rete. E' altresì vergognoso che i blog finiscano in prima pagina solo quando si tratta di gesti estremi, lasciando intendere alla collettività che Internet sia un posto malato.
Massì, mi autopromuovo! Giovedì 7 febbraio 2008 presso l'ITCG Duca degli Abruzzi di via Palestro 38 Roma, si terrà il corso di aggiornamento "Educare ai media utilizzando i media e lavorando per i media". Ehm, dalle 10:30 alle 13.
L'evento è organizzato da Andrea Bottone (segretario AESPI Lazio) con la partecipazione di Giuseppe Manzoni di Chiosca (AESPI), Francesco Antonelli (ASI Ciao), Giuseppe Parlato (Fondaz. Ugo Spirito), Giampaolo Rossi (presidente di RaiNet), Roberto Genovesi (Docente di Ludologia alla Link Campus University), Leo Sorge (giornalista e scrittore), Giuseppe Valditara (Radiowebscuola), Fabio Rampelli.
Con il saluto di Sebastiano Spoto (ITCG Duca degli Abruzzi) e Angelo Ruggiero (presidente AESPI) e il contributo della Casa Editrice AGEDI Ghisetti & Corvi Editore.
Io parlerò del linguaggio dei blog dell'individuo e blog dell'azienda.
Chi si sposta portandosi appresso un computer sa che un portatile deve essere, appunto, portatile.
I due chili e mezzo di un 15 pollici sono al limite della sopportabilita´ per una spalla normale, e chi ne ha fatta l'esperienza prima o poi desidera qualcosa di piu' piccolo e leggero. Con connettivita' wi-fi, possibilmente. Le ultime novita' proposte dal mercato sono due, e arrivano da da Apple e da Asus. Il MacBook Air: sottilissimo e leggero (ma non troppo: 1 chilo e 36 grammi), design favoloso, non sacrifica nulla o quasi come display: un "quasi" 14 pollici.
I sacrifici sono invece a favore della leggerezza e dello spessore: la ferrea dieta dimagrante comporta la rinuncia a un dvd-drive e la carenza metabolica di porte di connessione a dispositivi esterni, ad eccezione di una sola porta usb. Non c'è neanche una porta ethernet: per connettersi ad altre macchine in rete non offre alternative, o wireless o niente. Chi non ha un access-point o un router wi-fi, si puo' (forse) connettere a internet solo tramite l'unica porta usb.
La scelta di non sacrificare le dimensioni del display (è il look cio'che conta!) comporta comunque delle dimensioni di ingombro non ridottissime: a fronte di uno spessore ridotto a meno di 2 cm, larghezza e profondità sono rispettivamente 32,5 cm e 22,7 cm. Quattro centimetri in più di larghezza (e stessa profondità) rispetto a un i-book 12 pollici.
Certo, con un chilo di peso in meno, ma senza unità drive ottica, senza ethernet, senza modem, quasi senza usb. Bello, bellissimo e sottile, come una top-model e poco disposto - come una top model - a dare confidenza al mondo esterno, quello della quotidianità.
Un cult-object, in perfetto stile Apple, e quindi prezzo da cult-object: 1699 euro.
Diverso e in qualche modo opposto l'approccio Asus, con l'eeePC. Display ridottissimo (solo sette pollici), dimensioni: 22,5 cm di larghezza, 16,4 di profondità, spessore poco più di 2 cm, peso solo 950 grammi. Niente unità ottica anche qui (ovvio, dove metterla in così poco spazio?) ma ben 3 porte USB, porta ethernet e - naturalmente - anche qui l'indispensabile connettività wifi.
Display 7": piccolo sì, ma c'è il connettore per monitor esterno.
Sistema operativo di serie: Linux Xandros (di derivazione Debian, ma con una interfaccia utente tanto semplice che anche un bambino potrebbe usarlo, e con tutte le potenzialità di linux, OpenOffice incluso).
Chi vuol farsi del male, ha comunque la possibilità di installare Windows (XP, non Vista!) e qualche smanettone - a quanto si dice - è riuscito a installargli (in modo del tutto illegale!) - financo MacOSX.
L'attenzione alla connettività è massima: cam e microfono incorporati, e skype preinstallato.
Il sacrificio grosso qua sta nel disco fisso: a stato solido, solo 4 GB. Ma è presente uno slot per memorie flash, che vengono viste come dischi aggiuntivi. Il prezzo, stavolta, tende al popolare: 299 euro.
La frenesia dell'attività lascia libro poco tempo, ma... eccomi qui! Stiamo predisponendo incontri, interviste e tutto il lavoro di complemento per gli eventi del pomeriggio. Ho fatto un salto in sala stampa ed ho notato che buona parte dell'informazione sull'intera rassegna è incentrata proprio sui nostri eventi: Banfi e Second Life spadroneggiano sulla Rete (guglàr per credere) e sui quotidiani.
Anche in TV: incrociamo le dita (lo faccio anch'io che non sono scaramantico) e... a più tardi!
Anche PiùBLOG, con Leo Sorge che ci rappresenta, sarà presente all'incontro milanese di domani con Chris Anderson, editor-in-chief, WIRED Magazine, nonché creatore del concetto “THE LONG TAIL” (La coda lunga). Un ringraziamento va innanzitutto a Lele Dainesi che ha suggerito il nostro nominativo per prendere parte all'evento straordinario realizzato da The Ruling Companies Association, in collaborazione con Osservatorio Beltel.
Il tema dell'incontro dal titolo “THE LONG TAIL”: Why the Future of Business is Selling Less of More (Come e perchè la somma dei mercati di nicchia potrà superare il volume dei prodotti di massa), è diventato di fatto un evento che dalla rete si espande nel mondo reale, com'è nello spirito rilevato e rilanciato da PiùBLOG 2007. “Coda lunga” è una nota caratteristica di alcune distribuzioni statistiche (Zipf, Power Laws, Pareto distribution), in cui una popolazione di grande ampiezza è seguita da popolazioni a più bassa frequenza che decrescono gradatamente. Il termine “The Long Tail” è stato coniato da Chris Anderson in un articolo di Wired dell’ottobre 2004, successivamente ampliato nel libro pubblicato nel 2006.
Il libro descrive un modello di business interamente nuovo, fondato sull’enorme potenziale della lunga coda e sulla crescita delle nicchie nella nostra economia. L’intuizione della long tail è che la nostra cultura e l’economia del’abbondanza si stanno spostando dai prodotti e mercati di massa, situati al culmine della curva della domanda, verso milioni di nicchie, situate nella coda della curva. I consumatori gravitano verso i prodotti di nicchia perché soddisfano meglio i loro specifici interessi. Questi prodotti, caratterizzati da bassa domanda/bassi volumi di vendita, superano di diversi ordini di grandezza il numero delle offerte principali e possono, nel loro insieme, raggiungere una quota di mercato superiore a quella dei relativamente pochi prodotti “bestseller”, a condizione che le scorte o il canale distributivo siano abbastanza grandi e a basso costo. Mentre i modelli di business tradizionali devono ignorare questi piccoli mercati, con le nuove tecnologie e il conseguente calo dei costi di produzione, magazzino e distribuzione – grazie ai canali di vendita creati da internet -, i beni e servizi a target ristretto possono diventare economicamente attraenti, aprendo aree di profitto finora non disponibili, e riducendo di conseguenza la domanda per i prodotti di massa. In effetti, alcuni degli internet business di maggiore successo hanno fatto leva sulla lunga coda: eBay, Yahoo!, Google, Amazone, iTunes Store, ecc.. La long tail può avere importanti implicazioni anche per la cultura: infatti va incontro ai gusti delle minoranze, offrendo ai singoli la più ampia scelta, e quindi migliorando il livello culturale di una società.
• Come si può quantificare la long tail (definita come inventario tipicamente non disponibile offline)?
• Come cambia la forma della domanda, a seguito della disponibilità di tanti prodotti di nicchia?
• Quali strumenti e tecniche sono più efficaci nel cambiare questa curva?
A queste domande risponderà domani Chris Anderson alle 17.15 dall'Hotel Four Seasons di Via del Gesù.
Ci dovrebbe essere anche un live blogging di cui comunicheremo l'url appena ne saremo a conoscenza.