Va in onda domani sera alle 21.00 su CULT il documentario prodotto in Australia in cooproduzione con Fox Italia dedicato alla storia delle Sorelle Bandiera: Mauro Bronchi, Neil Hansen e Tito Le Duc, scomparso alcuni anni fa.
La Fox ha festeggiato in anteprima l'evento durante una serata al CentraleRistoTheatre, riproponendo un'atmosfera anni '80, in cui tutti gli storici "paparazzi" romani hanno travolto coi loro flash ospiti e vip. In sala sono stati distribuiti boa di struzzo e cerchietti per il capelli con antennine di piume e in poco tempo i colori delle Flag Sisters (rosso bianco e blu), hanno creato il contorno scenografico alle performances che si sono alternate sul palco. Deliziose le Puppini Sisters che hanno eseguito dal vivo il loro repertorio anni '40 in stile "Andrew Sisters".
Una serata vintage all'insegna del glamour, il tema che le Bandiera prediligevano per le loro ironiche esibizioni. Renzo Arbore, che fu il Talent Scout del trio, ha dichiarato sul palco con molta nostalgia: " Le Sorelle Bandiera sono state il primo fenomeno di costume italiano del tranvesty, ma non sono mai state volgari!". Irripetibili come artisti eclettici, le Bandiera hanno segnato l'inizio ma anche la fine di un'epoca in cui il talento e solo quello veniva premiato dal successo.
Nella foto: Neil Hansen, Marisa Laurito, Renzo Arbore, io, Mauro Bronchi
Prendo spunto dalla discussione che Mario Galzigna ha lanciato su Ibrid@menti in merito al talk show per la presentazione di Current.tv di cui Leo ha già scritto il post per lanciare una provocazione: svelandosi con tale evidenza la Casta dei Blogger ha segnato l'inizio del suo tramonto.
Ero seduta accanto a Mario e ho condiviso con lui la volontà di smascherare l'impostazione rigorosamente precostituita dell'incontro con Al Gore.
Come dicevo nel commento al suo post non è che io dissenta da un certo ordine nell'organizzare un talk, oltretutto in diretta televisiva, ma certamente il titolo in evidenza prometteva ben altro. "Ora anche tu puoi dire la tua" era senz'altro rivolto all'idea di televisione che si stava presentando, ma che non propone nulla di nuovo rispetto a Nessunotv, pioniera in Italia e nel web. Non poterla sperimentare fin da subito è stato deludente. La voce è stata data ai soliti noti. Punto e basta. "La casta dei blog" con cui Mario titola il post esiste eccome, ma sono convinta che sia minuscola e ramificata all'interno di certe forze politiche ed editoriali che gestiscono una parte d'informazione online. Tuttavia ci sono ben altre realtà italiane, e assai più significative, che producono di meglio, e che soprattutto fanno cose concrete. La Casta non ne tiene naturalmente conto, così come non ha tenuto conto, recentemente, dell'immensa mobilitazione avvenuta nella blogosfera in merito alle nostre elezioni politiche e amministrative. La Casta non ha nemmeno saputo indagare a fondo per scoprire come sono stati condotti i giochi online che hanno contribuito, in piccola parte, all'elezione del nuovo Sindaco di Roma. Ed è presto detto: questa Casta si muove su convinzioni egocentriche e narcisistiche che occludono qualunque possibilità di aprire l'angolazione del suo sguardo, oltre l'orticello che fin qui gli ha creato opportunità e fama.
Oggi penso che in un prossimo incontro nazionale (ma anche internazionale, perché no?) ci sia bisogno di aria nuova, di nuove voci che sappiano mostrare altre realtà, perché gira che ti rigira le idee e i concetti che trapelano dalla "Casta" son sempre dannatamente uguali, ancorati a convinzioni del tutto superate.
Mai come in questa occasione ho potuto verificare come il mio concetto di "microcosche mafiose" attribuito a una parte della blogosfera, sia dannatamente esatto :)
Ieri sera in prima serata nel corso del programma "Le Iene show" di Italia 1 è andato in onda un servizio realizzato dalla Iena Elena Di Cioccio insieme alla "nostra" Dr. Roberta Bruzzone e al Forensic Lab dell'ICAA per ricercare la presenza di tracce biologiche invisibili ad occhio nudo (in particolare liquido seminale ed urina) all'interno di stanze d'albergo di varie categorie.
Il servizio è disponibile sino a lunedì prossimo sul sito del programma "Le Iene Show" ed è visualizzabile visitando QUESTO link.
Con quale coraggio si potrà tornare a dimorare negli alberghi dopo aver visto questo servizio?
E gli albergatori provvederanno, dopo questo servizio, a rendere più igieniche le stanze?
E chi non ricorda le Sorelle Bandiera?
Forse solo chi è nato alla fine degli anni '80.
Sta di fatto che l'Italia le ha volutamente scordate: un po' per prouderie, un po' perché è d'uso nel nostro Paese cercare di dimenticare i pionieri di uno stile per accaparrarsene la paternità. Ma nessuno è mai riuscito a riprodurre l'ironia, l'eleganza e la classe dei bizzarri travestimenti bandiereschi. Tito Le Duc, Mauro Bronchi e Neil Hansen sono rimasti nella storia del costume e dello spettacolo, tant'è vero che una produzione cinematografica australiana ha prodotto un documentario che narra la loro storia dalla A alla Zeta. E a maggio sarà presentato e distribuito anche in Italia.
Il gusto dell'import-export-import italiano non ha pari!
Sul Venerdì di Repubblica numero 1042 del 7 marzo scorso non ho potuto fare a meno di notare un trafiletto firmato da uno sconosciuto e che riporto perché non sono riuscita a trovarlo in rete. Eccolo.
WWW La tecnologia provoca disturbi della personalità e dipendenze come la droga. Controllate spesso Google e il Blackberry?
Avete una gran quantità di web-problemi.
STRESS da www; eccessi di Wikipedia, ricerche compulsive con Google. La tecnologia provoca problemi della personalità. Anzi web-problemi su cui il New Scientist ha indagato, estrapolandone una lista in cui spicca il Blog-esibizionismo. Trattasi della mania di protagonismo di chi, digitanto il proprio nome sui motori di ricerca, conta (quotidianamente) quanti indirizzi appaiono. La Wikipedia-mania, invece, si manifesta con l’insaziabile sete di apportare continue modifiche agli inserti di wiki. Quindi, il Crackberry, ovvero la totale e spasmodica dipendenza dal BlackBerry, disturbo che si rivela con l’incapacità di astenersi dal controllare il proprio con la frequenza di un consumatore di crack.(m.p.)
Sono rimasta infastidita. Ecco – mi son detta – l’ennesima demonizzazione di internet, stavolta paragonato addirittura ad una droga come il crack, e dei suoi usufruitori maniaci, esibizionisti, dipendenti dal www come fossero degli alcolisti e dei tabagismi accaniti. Tra l’altro ho letto da qualche parte, ma non ricordo più la fonte, che i bloggers sarebbero tali per eccellenza.
Mi chiedo perché non riesco mai a trovare sulla carta stampata o sentire in televisione o per radio un elogio di questo mezzo: paura?
Lo so, è una vexata questio, ma permettetemi di ritornarci perché sono veramente stufa e stanca, anche perché poi la maggior parte delle persone si convincono, per esempio, che la mancanza di comunità e di socialità, l’isolamento e la solitudine in cui viviamo siano imputabili proprio all’uso di internet. Hai voglia a spiegare che è vero proprio il contrario e che se un minimo di comunità e socialità ce l’abbiamo è grazie a questo mezzo che ci permette di non essere passivi ma inter-attivi, di interloquire ed interagire con altri, di trasmettere le nostre esperienze e le nostre conoscenze.
Oppure si vuole che questo mezzo torni ad essere un’esclusiva dei militari che l’hanno voluto per garantire la comunicazione in caso di guerra in cui qualsiasi altra forma di comunicazione risulterebbe impossibile? Si vuole che torniamo a sederci davanti alla tv a sorbirci programmi come per esempio quelli di ieri sera in prima serata: tre film invedibili (su raiuno, rete 4, e italia 1), X Factor su rai due, Chi l’ha visto su rai tre, Grande Fratello su canale 5 e Niente di Personale su La 7?
Per parte mia, che pensino pure quello che vogliono, sarò una maniaca-esibizionista-compulsiva, ma il sentimento che provo quando accendo il pc e uso questo mezzo, che inventato per fini bellici permette anche ai pacifisti e nonviolenti di comunicare fra loro da una parte all’altra del pianeta, è davvero impagabile!
Come non restare turbati dal video della confessione di Rosa Bazzi al criminologo, realizzato un anno fa e mandato in onda ieri sera a Matrix?
Il racconto della strage banalizzato fino all'ultima parola è un quadro assai chiaro della banalizzazione della vita e della morte di cui soffre la nostra società e nella evidente patologia della donna si riflettono le infinite patologie da contaminazione che si riscontrano ovunque, in noi e intorno a noi.
L'interesse collettivo nei confronti di questo molteplice delitto si verifica per proiezione, perchè sono in molti a chiedersi inconsciamente "quanto c'è in me di Rosa e Olindo?": dall'intolleranza all'isolamento, dalla solitudine all'ignoranza, ma soprattutto al desiderio di uccidere qualcuno, anche solo simbolicamente, per affermare il proprio sè.
Pensavo ai telegiornali che indugiano sui morti per terra, alla tv verità che "intervista il dolore", pensavo ai reality in cui la gente urla per niente, ai talk show in cui le persone si azzannano per avere il sopravvento sull'altro. Pensavo alla sproporzionata visibilità che guadagnano i furbastri con le loro malefatte, alle bugie con cui ci travolgono i politici, al successo ottenuto senza talento e merito. A tutto ciò che di velenoso, raccapricciante e inutile ci offre la nostra televisione pensavo mentre ascoltavo il racconto penoso di quella donna e ne provavo compassione.
Dopo lo spezzone di Porta a Porta dove si demonizzano i blog, sono usciti dai blog altri video in cui Bruno Vespademonizza Internet.
In quest'altro video segnalato sul blog di Camisani, dove numerosi commentatori hanno manifestato la loro indignazione (e dove non arriva il trackback da Splinder) il giornalista presenta così un servizio sulla violenza in Internet:
Internet è un mondo che francamente forse per ragioni d'età considero un mondo assolutamente spaventoso, forse perché lo conosco poco mi spaventa molto, ma l'idea che dei ragazzini , ormai pare che il 95% dei nostri ragazzi navighi tranquillamente, possa vedere tutto quello che vuole senza nessun filtro, francamente il problema dei reality, si, risolviamolo, ma lì c'è ben altro...
e segue un servizio su un rapporto Eurispes su Telefono Azzurro, nel quale i numeri di bambini che fanno brutti incontri o vedono cose che l'infastidicono su Internet sono a dir poco agghiaccianti.
Invece di criticare Vespa, che sa fare il suo mestiere di giornalista dell'azienda Rai, ci sarebbe da approfondire il messaggio che trapela, chiedendoci come mai 'sti ragazzini trovano tutta 'sta roba che io, ad esempio, in 15 anni di Internet non ho mai incontrato.
Se trovano cose di questo genere la risposta è una sola: LE CERCANO! E c'è da domandarsi perchè le cercano, da chi ricevono l'input che li induce a cercare.
Ogni tanto mi viene in mente una mia amica, maestra alle elementari, che prima del 2000 (ante internet boom) mi confessava allibita come i bambini più piccoli dicessero cose terribili, e come il loro immaginario fosse inspiegabilmente corrotto da scene di sesso e violenza che nemmeno in qualche film supervietato ai minori.
L'ho pensata spesso durante i fattacci di Rignano e molte volte mi sono chiesta se il vero responsabile potesse essere quell'immaginario già tristemente corrotto. La penso quando mi si dice che i ragazzini in Internet sono in pericolo.
Ma chi è il responsabile del nostro immaginario in età pre-adolescenziale?
Se non siamo capaci a darci una risposta chiara e onesta sarà molto difficile poter fare da contraltare alle fandonie sulla rete che vengono dette in televisione, o, a chi sta in televisione, esporre le suddette tematiche in maniera meno contorta.
Ieri sul forum di Grasso mi lamentavo come la disinformazione mediatica stia raggiungendo livelli spesso intollerabili e che per combatterla l'unica soluzione sia contrastarla dal basso.
Su "Italia Oggi" di ieri si leggeva che "Rutelli batte la moglie Barbara" dopo aver movimentato il duello in seconda serata tv: Palombelli a Matrix con Ferrara e Rutelli a Porta a Porta. Rutelli avrebbe avuto il 20,43% di share contro il 15,81 della moglie.
Ma era sfuggito il fatto che la puntata di Porta a Porta celebrasse i 50 anni di "Volare" e Rutelli fosse solo uno degli ospiti che raccontavano aneddoti su Modugno. Normale che la trasmissione avesse avuto più share di Matrix che invece trattava un tema politico, mentre l'articolo lasciava intendere altro.
Sempre a Porta a Porta, la sera dopo si trattava del delitto di Perugia e sul finale, mentre i primi sintomi del sonno mi stavano accompagnando tra le braccia di Morfeo, la parola BLOG pronunciata da Bruno Vespa mi ha risvegliata per ascoltare i deliri che si propagavano nel famigerato studio.
M'ero ripromessa di registrare la puntata il giorno dopo, tramite la replica su Fastweb, e proporne qui lo spezzone, ma qualcuno è stato più veloce di me e lo ringrazio:)
Come si legge sul blog di Marco Camisani Calzolari, è stata fatta una valutazione molto limitativa dei blog, associandone le caratteristiche ad una serie di malesseri e di patologie riguardanti per lo più i comportamenti dei giovani.
Ora, che la rete favorisca una certa visibilità dei disturbi patologici ci è noto da una quindicina d'anni, tuttavia che essa tramite i blog sia la punta dell'iceberg di un certo sviluppo delle perversioni sessuali, che sia essa un luogo dell'esibizionismo e dell'esposizione provocatoria di sé per attrarre il consenso di un certo tipo di adolescenza che esiste in quanto ha un'identità negativa e non positiva... e quant'altro potete ascoltare in questa registrazione, sminuisce la rete e i blog di tutte quelle potenzialità per cui da anni creiamo dibattiti ripetitivi.
Non credo ci si debba scandalizzare per le valenze negative (che esistono) esposte dai demonizzatori, ché molte altre sono state risparmiate per poca conoscenza del mezzo: il fatto che i blog siano delle micro-cosche mafiose, ad esempio, ci è noto ma lo taciamo anche noi!
Credo invece che ci si debba scandalizzare per il fatto che a testimoniare o farne analisi in tv non venga mai chiamato l'esperto della rete, colui che possa contribuire con competenza a far luce sugli aspetti di un caso in cui vi siano implicazioni telematiche.
Come viene chiamato il Criminologo, il Procuratore, lo Psichiatra ed altri addetti ai lavori, così dovrebbe essere interpellato chi nella rete ci lavora e ne ha dettagliata competenza.
Ma questo non è possibile, altrimenti si darebbe importanza ad un mezzo che per i media tradizionali è ancora in conflitto d'interessi. E così la nostra Italia resta sempre più indietro nell'evoluzione tecnologica e nella consapevolezza del nuovo mezzo.
Dice che i blog commentano le notizie che danno i giornali... ma viene d'un naturale quando salta all'occhio una notizia "rivoluzionaria" come questa! :)
Malgrado il digital divide che ancora gravita sulla capoccia degli italiani, il sondaggio sembrerebbe aver colto l'ascesa di internet e la caduta della tv. Che la tv fosse già caduta (in basso) lo si sospettava da tempo, ma che fosse proprio la "prima serata" quella penalizzata dalla rete non era ancora un dato di fatto.
Certo è che la diffusione della banda larga in Italia è il punto più dolente dello stivale, il tallone d'achille del nostro Paese. Ma osservando le tabelle della ricerca effettuata da School of Management del Politecnico di Milano e dalla Nielsen (su Repubblica di oggi), si può notare come il cambiamento dei gusti degli italiani sia già in atto.
Dunque tutti gli sforzi per riempire le prime serate tv di ricchi premi & cotillon sembrerebbero ormai vani. Perfino la famigerata "casalinga di voghera" preferisce avventurarsi in internet piuttosto che frustrarsi a bordo di trenini dei desideri trasmessi sul piccolo schermo, magari rincorrendo un ben diverso trenino, cercando d'acchiapparlo finché é in tempo! O magari cercando una surprise più stuzzicante in un pacco... virtuale.
Come dichiara Layla Pavone, presidente della Interactive Advertising Bureau, in termini di contenuti la tv non ha davvero più nulla da offrire agli spettatori. Tuttavia la convivenza con il nostro medium sarà naturale ma, com'è accaduto precedentemente con il cinema, la tv dovrà in qualche modo cercare dei punti d'incontro che non siano anch'essi monodirezionali come quelli in atto.
Domenica 2 Dicembre in diretta su RaiDue alle 08.30 (l'alba per me...:) sarò interpellata a "In famiglia" sugli acquisti natalizi e in particolare su quelli online. Lunedì 3, solo per i romani, in uno speciale Più Libri su Radio Città Futura alle ore 23.00.
Per martedì & oltre vi aggiorno in seguito :)
Lo ha fatto da Uno Mattina su Rai Uno, stamattina.
Col suo solito modo garbato e comunicativo, Mitì Vigliero (PlacidaSignora) ci parla della canonica giornata che molti reputano "della sfiga".
Il suo blog da sempre tratta le tradizioni nostrane ed è un interessante archivio di curiosità e avvincenti narrazioni.